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La Gazzetta del Mezzogiorno 12.01.2012 L'appello: mio figlio senza medicine «Arriva lo sciroppo» di RITA SCHENA BARI - Una catena di solidarietà lunga tutt'Italia per il piccolo Luigi Pio. Privati cittadini che da ieri mattina affollano con i loro commenti e telefonate la redazione per aiutare la famiglia Memeo ed il loro bambino di tre anni affetto da «Ittiosi Harlequin». Il papà Francesco e la mamma Teresa qualche giorno fa si sono rivolti alla Gazzetta perché la Asl di competenza non forniva più tutte le medicine necessarie al bambino per sopravvivere. «Ci rispondono che non ci sono più soldi» ha detto disperato il papà Francesco. Dopo il clamore sollevato le istituzioni hanno cominciato a muoversi con promesse di risoluzione in tempi brevissimi. Si è impegnato l'assessore regionale alla Sanità, Fiore, si è impegnato il presidente della regione, Vendola, la Asl ha contattato la famiglia, solo che delle tante medicine necessarie ha potuto fornire solo uno sciroppo che rallenta il processo di squamazione della pelle, «per le pomate e tutto il resto cercherà di procurare i farmaci entro la prossima settimana» ha detto la famiglia. «Il bambino ha bisogno di tantissimi medicinali – spiega la mamma Teresa – si tratta di due grandi cartoni al mese con pomate, olii, saponi specifici... non è solo lo sciroppo. Si tratta di farmaci che servono a Luigi per essere idratato, per non grattarsi perché altrimenti si ferisce. Il bambino può morire senza». La disperazione della famiglia è ancora forte. Ora l'attenzione dei media è tutta per loro, ma servono risposte e soluzioni che continuino anche dopo che i riflettori si spengono. «Oggi a casa nostra a San Ferdinando è venuta l'assessore regionale alla famiglia, Elena Gentile – ha raccontato la signora Teresa – ha sollecitato l'Inps di chiudere la pratica per il riconoscimento di invalidità e di accompagnamento per il bambino. Noi non siamo una famiglia benestante e queste risorse ci servono per poter garantire a Luigi un ambiente confortevole». Il bambino è costantemente a rischio infezioni. «Abbiamo bisogno di una casa, di stabilità – dice la signora Teresa – invece da quando è iniziato il nostro calvario non fanno altro che sbatterci da una parte all'altra. Per le medicine dobbiamo andare noi da San Ferdinando dove abitiamo a prenderle a Margherita di Savoia (ad una quindicina di chilometri, ndr.), per la procedura di invalidità del bambino abbiamo dovuto più volte fare su e giù da Orta Nova (oltre 40 chilometri di distanza, ndr.) e la commissione non ha neanche guardato Luigi. Mio marito lavora a giornata e quando arrivano queste telefonate deve lasciare tutto per andare perché nessuno ci può aiutare». I genitori, il piccolo Luigi Pio e la sorellina di 7 anni hanno sicuramente bisogno di aiuto, un sostegno concreto e risolutivo per alleviare i dolori di un bimbo, che invece non termineranno. |