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Nuovo Quotidiano di Puglia 10.01.2012

Il CASO: Medici e titolari di studi privati in trincea dopo la cura dimagrante

Laboratori, protesta per i tagli. Aumentano le liste di attesa

«Soluzioni urgenti per fermare i viaggi nelle altre regioni»

di Maria Luisa MASTROGIOVANNI

L'allarme per il taglio ai laboratori di analisi che fa sentire i suoi effetti sui pazienti: dopo I'allarme, arri­va la protesta in coro. «E’ stata posta in essere una in maniera dirigistica una mu­nicipalizzazione delta sanità che impedisce al paziente di poter scegliere il medico o la struttura di fiducia pres­so cui eseguire determinate prestazioni. I tagli al bud­get delle strutture private che pur hanno nel tempo di­mostrato di riscontrare maggiore gradimento nei pazienti, obbliga questi ultimi o verso strutture e medici non di fiducia oppure verso strutture pubbliche, conge­stionando le già iperaffollate liste d'attesa. Il che è davvero inaccettabile». E’ questo il messaggio che arriva

A parlare è l’avvocato Alberto Pepe, che per nume­rose strutture private accre­ditate ha impugnato di fronte a Tar di Bari il decreto 1500 del 2010 della Regione Puglia, con cui si ridistribuiscono i tetti di spesa.

Il paradosso che in questi giorni si stanno trovando di fronte molti pazienti è proprio quello di non riuscire ad eseguire alcune presta­zioni presso le strutture pub­bliche e di non poterle avere in convenzione presso i privati perché il budget è stato esaurito già fin da settem­bre.

Da De Vitis, storico laboratorio analisi di Lecce, l’analisi è per così dire spietata: il nostro tetto asse­gnato dalla Asl per il 2011 e pari a 259.881 euro ma, secondo noi, dovrebbe esse­re circa 278.000. A prescin­dere da ciò e considerando che siamo stati costretti a lavorare utilizzando lo strumento della prenotazione per gli esenti, in una maniera o I'altra avremmo comunque terminate il tetto agli inizi di ottobre».

Situazione più serene per la Pet . Tac private in uso a Cavallino: «In questo fine anno - dice Giuseppe Calabrese, amministratore delta società che gestisce la Pet - ho lavorato per trovare insieme alla direzione generate soluzioni per non sospendere l’attività. Stiamo continuando a garantire ai pazienti le prestazioni Pet Tac».

Drammatica, invece, la situazione sul fronte dei ri­coveri: «Stiamo arrivando al punto di avere delle liste di attesa talmente lunghe -dice Piero Galluccio prima­rio di Villa Bianca - che per i ricoveri non urgenti molti chirurghi del territo­rio e molti concittadini, organizzano trasferte addirittura in altre regioni, per operare o essere operati in tempi adeguati. Per uno di quei paradossi giuridici che sarebbe troppo lungo spiega­re, tale prassi a legittima. Ed è la stessa Area, I'Agen­zia regionale che segue que­sta materia, a confermarci che l’emigrazione sanitaria, dopo anni di caduta, è di nuovo in aumento. Il para­dosso è che pagheremo alle altre regioni, Lombardia, Emilia e Lazio in testa, per "compensazione sanitaria", somme maggiori di quella che avremmo speso operando in Puglia questi stessi pa­zienti, oltre al disagio ed ai costi, che abbiamo inflitto a loro ed alle loro famiglie. Insomma - conclude Galluc­cio - nel lungo periodo non bastano i "tetti di spesa", che sono un provvedimento con una logica emergenziale, va analizzata la domanda sanitaria, rimodulata l'offerta e bilanciate le risorse, come altre regioni hanno saputo fare».

 

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