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Libero 09.01.2012 Politica Così la cricca pagò l'hotel al vice di Monti Libero lo scrisse il 17 febbraio 2010: "Malinconico in vacanza gratis a 500 euro a notte". Ecco l'audio dell'intercettazione tra Piscicelli e AnemoneEra il 17 febbraio 2010 e Libero, a pagina 8, scriveva: "Il segretario di Prodi in vacanza gratis a 500 euro a notte". L'(ex) segretario dell'allora premier era Carlo Malinconico, oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Mario Monti. Quello scoop oggi è riesploso e potrebbe portare alle dimissioni del vice Monti. Ecco l'audio esclusivo della conversazione tra Francesco Piscicelli, l'imprenditore che pagò il soggiorno al Pellicano all'Argentario, e Diego Anemone, l'esponente della cosiddetta Cricca che avrebbe disposto il pagamento a favore di Malinconico. Di seguito l'articolo pubblicato da Libero il 17 febbraio 2010 a pagina 8 L’hotel Il Pellicano di Porto Ercole è stato definito dal Sunday Telegraph “uno dei più deliziosi piccoli hotel di lusso del mondo”. Tra gli ospiti, dal1965, sisono avvicendatipersonaggi come Charlie Chaplin, i reali di Grecia e di Spagna, Agnelli, Picasso, la Principessa Soraya. Più di recente è stato avvistato anche Carlo Malinconico, ex segretario generale alla presidenza del Consiglio sotto Romano Prodi e attuale presidente della Fieg. A darne notizia non sono le cronache rosa di qualche rotocalco, ma i verbali delle intercettazioni contenute nei voluminosi faldoni dell’inchiesta sugli appalti del G8. Delle vacanze del professor Malinconico parlano infatti ripetutamente gli imprenditori Diego Anemone eAngelo Piscicelli, il primo arrestato, il secondo indagato. I due sarebbero stati incaricati dal comune amico Angelo Balducci (il capo del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, in manette pure lui) di agevolare il soggiorno del sottosegretario. Il servizio è chiavi in mano. Nel senso che Piscicelli eAnemone si fanno carico sia di prenotare sia di pagare. La prima vacanza di cui si parla (ma i magistrati sostengono che la circostanza fosse già avvenuta l’anno precedente) va dal 1 al 5 maggio del 2008. Anemone telefona il 28 aprile a Piscicelli e lo incarica di organizzare il tutto. Le camere vanno dai 515 euro ai 576 euro (con vista mare). Ma i soldi non sono un problema. La vera difficoltà è trovare una stanza libera. Ancora meglio, dice Piscicelli sempre il 28 al gestore dell’albergo Roberto Sciò, se è «la sua camera». Macché. È tutto prenotato. Ci sono due camere opzionate, matroppo brutte per “Carlo”. «La meno peggio... è carina... ma sta sopra la cucina». «Si sentirà il rumore delle pentole», risponde Piscicelli, «ma meglio quello che dirgli no». Quanto al saldo, dice Piscicelli secondo i pm, «è tutta una cosa che ci penso io comunque». Sempre il 28 Piscicelli richiama Anemonee lo rassicura.Masui soldi nascono problemi. Piscicelli non ha liquidità e chiede ad Anemone 5mila euro in contanti. «Più o meno», dice in una telefonata del 30 aprile, «ho fatto il conto questo è». Nel frattempo, però, Anemone informa Piscicelli che «il programma si è intergrato con tutto fino ad agosto... sempre a nome del capo», che sarebbe Balducci. Lo stesso giorno Malinconico chiama Balducci per ringraziarlo. Per agosto la situazione si complica. Il “programma” prevede una serie di week end, ma Malinconico la camera bella, dice Sciò a Piscicelli, «la becca soltanto una volta perché è stragettonata». Poi Piscicelli si assicura che il professore vada «tranquillo» sui pagamenti. In realtà, a maggio sorgono un po’ di problemi. Il 13 Piscicelli viene chiamato da Andrea Balladori dell’hotel Il Pellicano il quale gli fa presente che manca un codice fiscale in un assegno girato. Poi tutto si risolve e il 2 giugno Piscicelli chiama di nuovo l’hotel per «ricordare a Balladori di tenermi... il mio conticino lì da parte». Tutt’altra ovviamente la versione di Malinconico, che alcuni giorni fa ha detto di avere «sempre pagato per i soggiorni al Pellicano» di non avere «mai avuto rapporti con Anemone» e di essere «in grado di recuperare le ricevute fiscali». |