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Nuovo Quotidiano di Puglia 05.01.2012

Sanità, l'anno inizia tra le polemiche

Le opposizioni: Servizi inadeguati, si intervenga. Fiore: chiacchiericcio irresponsabile

Con il nuovo anno ritorna lo scon­tro politico in Regione sui temi della sa­nità, con i rappresentanti dei gruppi di opposizione che elencano i disagi e i disservizi che i pugliesi sono costretti a sopportare, mentre sono in arrivo nuovi accorpamenti di reparti, riduzioni dei punti nascita e chiusure di piccoli ospe­dali. Ma I'assessore alle Politiche della salute Tommaso Fiore replica: «Il nuo­vo anno inizia con una batteria di la­mentazioni incomprensibili, un chiac­chiericcio irresponsabile che non aiuta la soluzione dei problemi».

Il consigliere di Fli Euprepio Curto evidenzia che «la sanità pugliese appa­re impotente rispetto al grave problema delle liste di attesa, al pesantissimo ma­cigno della mobilità passiva, alla man­cata riconversione degli ospedali di­smessi».

«Fino ad oggi sulla questione sani­, Vendola ha goduto di una sorte di credito preventivo giustificato dalla cre­dibilità dell'assessore Fiore. Ma ormai quel credito a stato abbondantemente dilapidato sia dall'uno che dall'altro. Vengano subito, e insieme, in Commis­sione sanità non tanto a discutere di ul­teriori tagli, quanto di opportune razio­nalizzazioni, altrimenti per chi vorrà ri­coprire puntualmente il ruolo di opposi­zione non resterà che una unica arma: l'ostruzionismo».

Il capogruppo del Pdl Rocco Palese parla di «situazione della sanità in pro­vincia di Lecce fotografata dalla stam­pa drammatica, al limite del collasso, ferma a sette anni fa, come denunciano pazienti e operatori del settore». «Chiediamo che alla prima riunione utile della Commissione sanità, l’assessore Fio­re venga a riferire sulle condizioni del servizio sanitario in ciascuna provincia pugliese, cominciando da quelle già in emergenza come la provincia di Lecce e con particolare riferimento alle situa­zioni del personale, del numero e del tasso di utilizzo delle apparecchiature e delle liste d'attesa, per giungere quanto prima ad un piano di intervento regio­nale che garantisca ai cittadini pugliesi almeno il mantenimento dei livelli es­senziali di assistenza», conclude Palese. «A sei anni e mezzo di distanza dal­I'avvento di Vendola, con la sua pro­messa di una Sanità "migliore" e gratui­ta per tutti, siamo al collasso generaliz­zato, alla negazione sostanziale e cre­scente del diritto costituzionale alla Sa­lute», aggiunge Andrea Caroppo, consi­gliere della Puglia prima di tutto.

Il vicecapogruppo del Pdl Massimo Cassano aggiunge: «In Puglia abbiamo reparti accorpati, attività ambulatoriale ridotta, turni massacranti nelle rianima­zioni, sale operatorie chiuse. La sanità è messa in ginocchio dalla fuga di me­dici e infermieri che, avendo maturato il diritto alla pensione, si chiudono defi­nitivamente alle proprie spalle la porta del caos in cui versano i nostri ospedali alle prese con manovre finanziarie e piani di riordino». E Salvatore Greco, responsabile regionale della Puglia ri­corda che «dopo due mesi e mezzo dalla legge regionale che ha imposto alle Asl di predisporre finalmente le piante organiche alla Luce dei tagli effettuati con il Piano di rientro, tutto appare an­cora in alto mare, come se non ci si rendesse conto della inderogabilità di questo adempimento per poter assumere personale sufficiente a garantire i li­velli essenziali di assistenza. Urge che la giunta prenda provvedimenti».

La replica dell'assessore Fiore: «l'indigestione di comunicati, evidente­mente conseguente ai cenoni di fine anno, tende a nascondere i risultati ottenu­ti nel primo anno di Piano di Rientro e costituisce opposizione preventiva all’inevitabile continuazione dell'attività di riordino ospedaliero che avrà a bre­ve ricadute sulla riorganizzazione dei punti nascita, conseguente ad un accor­do Stato-Regioni che tutti i consiglieri regionali ben conoscono».

«Non c'e dubbio che sia utile, oltre che necessario, alleggerire il blocco del turn over al fine di garantire i livelli es­senziali di assistenza: per ottenere tale risultato sarebbe opportuno che agli sforzi del governo regionale e dell'assessorato alla Sanità si associ una re­sponsabile ed unitaria presenza dei partiti e dei gruppi di tutto il Consiglio, piuttosto che un irresponsabile chiacchiericcio», conclude Fiore.

 

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