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Libero 10.11.2011 Monti ha già molti nemici. Nel Pdl scoppia la rivolta L Russa, Meloni e Mattioli gelidi, Sacconi scettico: con loro decine di parlamentari azzurri. Ma Lupi e Alemanno aprono al nuovo esecutivo. Ufficialmente la nomina di Mario Monti a senatore a vita, propedeutica alla sua designazione alla guida di un governo tecnico, genera solo sorrisi. Come quello di Denis Verdini, uno dei tre coordinatori del Popolo della libertà: «È un bel segnale». In realtà l’accelerazione sul nome dell’ex commissario europeo spacca il Pdl, dove ex An e ministri come Maurizio Sacconi e Giorgia Meloni sparano bordate all’indirizzo del possibile esecutivo guidato dal professore lombardo. Ai loro occhi, una simile soluzione avrebbe anche il difetto di allentare l’alleanza con Lega, orientata a tornare all’opposizione con la prospettiva di riconquistare consensi. Così adesso il centro di comando del Pdl, rappresentato dal segretario, Angelino Alfano, dai tre coordinatori e dai capigruppo parlamentari, dovrà faticare non poco per convincere il resto del partito a “donare il sangue”, ovvero i voti in Parlamento, a quell’esecutivo di transizione finora sempre allontanato dalle ipotesi per il dopo Berlusconi. Ipotesi che prevedevano al primo posto le elezioni anticipate. Da qui un drammatico vertice di partito nella sala del governo a Montecitorio. Riunione cui in serata ha fatto seguito, nel tentativo di trovare una posizione comune, un nuovo incontro a Palazzo Grazioli aperto anche alla Lega.
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Pietro: No al governo tecnico. Guarda il video del direttore Maurizio Belpietro
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I realisti che tendono la mano - Sull’altro fronte trovano posto Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, uno dei primi ad aprire a Monti («sarebbe da irresponsabili escludere qualsiasi ipotesi»), Franco Frattini, ministro degli Esteri, favorevole alla prosecuzione della legislatura, Gianni Alemanno e Roberto Formigoni. «Tutte le ipotesi devono essere vagliate per il bene dell’Italia», ammonisce il sindaco di Roma. Sarà un caso, ma le stesse parole le sceglie il governatore della Lombardia: «Berlusconi esplori tutte le possibilità, nessuna esclusa, perché l’Italia possa avere un governo che riporti sotto controllo la situazione economica». di Tommaso Montesano |