segnala questa pagina ad un amico.

grazie per averci visitato.
   

TORNA ALL'INDICE

   
         

Il Giornale 10.11.2011

L'onnipresente Fini adesso fa campagna elettorale in tv Oggi in Rai, poi da Santoro

Il presidente della Camera impazza nel piccolo schermo: in un mese è stato da Fazio e da Floris. Oggi fa il bis, tifa per Monti e gli suggerisce la linea

di Clarissa Gigante

In un mese, prima è stato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, poi è apparso a Ballarò da Giovanni Floris. E oggi Gianfranco Fini fa ben due comparsate in tv: se stamattina è stato a Uno Mattina, ora si prepara a scendere questa sera nell'arena di Michele Santoro.

Ora che è all'opposizione, il presidente della Camera - lo stesso che, quando faceva parte della maggioranza, aveva rifiutato di fare campagna elettorale del Pdl per non sporcare il ruolo istituzionale e super partes che ricopriva - è sceso in campo in prima persona, proprio come aveva promesso a Mirabello, mentre fino a qualche mese fa mandava i suoi.

La propaganda di Fini è iniziata ben prima che dell'annuncio delle dimissioni da parte di Silvio Berlusconi.

Ora Futuro e libertà prende lo slancio, ma preferisce temporeggiare e rimandare le elezioni per cercare di raccogliere maggior consenso. Ecco quindi che il presidente della Camera appoggia apertamente un governo tecnico guidato da Mario Monti: "In questa fase così gravida di rischi credo che l'Italia abbia bisogno di una personalità come quella di Monti. Ma sarà lui a dover dire che cosa vorrà fare", come ha detto questa mattina ai microfoni di RaiUno. No assoluto invece alle urne, che rappresentano un attentato "all’interesse nazionale" e che oggi possono essere "utile a qualche partito che pensa di guadagnare qualche decimale in più".

E soprattutto spera in un governo di larghe intese perché il suo partito torni alla ribalta: "Berlusconi ha fatto un gesto di responsabilità. Adesso però faccia quello che tutti si aspettano e cioè appoggi un governo di larghe intese, di larga base parlamentare che ha obiettivo di dimostrare ai mercati che dell'Italia di si può fidare".

Il leader di Fli arriva anche a suggerire all'eventuale governo tecnico la linea da tenere per risolvere la crisi: oltre alle "necessarie riforme economiche", c'è bisogno di ridurre il numero dei parlamentari, perchè "chi ha di più deve fare più sacrifici, a cominciare dalla classe politica". Senza dimenticarsi della riforma della legge elettorale, "perchè quella in vigore non consente di andare a votare con certezze". Ma fino a che Berlusconi non si dimette e, se è il caso, Napolitano non decida di andare alle elezioni, Fini non resta presidente della Camera?

 

TORNA ALL'INDICE

 
 
segnala questa pagina ad un amico. grazie per averci visitato.