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Il Corriere del Mezzogiorno 27.07.2010 Restano ai domiciliari i funzionari Asl Attesa per oggi la decisione del gip su Columella, Petronella e Tragni BARI — Restano ai domiciliari i dirigenti Asl, Antonio Colella e Nicola De Re, arrestati il 17 luglio scorso nell’ambito di un’inchiesta sul business illegale delle gare d’appalto truccate o pilotate nella sanità pugliese. Un’indagine in cui è indagato l’ex assessore regionale alla sanità Alberto Tedesco, ora senatore del Pd. La decisione di lasciare Colella e Del Re agli arresti domiciliari è del gip Vito Fanizzi che nelle prossime ore deciderà anche sulle posizioni di Michele Columella, legale rappresentante della società Vi.ri di Altamura che si occupa dell o s malt i mento dirifiuti , Francesco Petronella, titolare di fatto della stessa società e l’altro dirigente della Asl di Bari, Filippo Tragni. Sulle istanze di scarcerazione presentate dalla difesa, la Procura ha espresso parere negativo. Intanto per domani e venerdì sono fissate le prime udienze al tribunale del Riesame per discutere sui ricorsi presentati dagli avvocati difensori degli indagati nel processo accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta e concorso in violazione del segreto istruttorio. Le indagini dei pm Desireé Digeronimo, Francesco Bretone e Marcello Quercia in questo specifico filone di inchiesta (i reati sono stati commessi tra febbraio 2008 e giugno 2009) hanno riguardato le milionarie gare pubbliche indette dalla Asl di Bari per il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti speciali prodotti nelle strutture sanitarie ed amministrative dell’ente e il completamento delle attrezzature dell’Irccs Giovanni Paolo II Oncologico di Bari: i lotti 2 e 4 in particolare. Nella gestione di questi appalti, secondo la Procura «è stata evidenziata l’illecita ingerenza degli indagati a sostegno degli interessi economici» di tre aziende, la Viri srl, specializzata nella raccolta smaltimento dei rifiuti speciali, la Draeger Spa, rappresentata dal nipote di Tedesco, e la Consanit scpa, per l’aggiudicazione di altrettanti appalti dalla Asl di Bari. Il primo appalto, quello della Viri, ha un importo di circa 5 milioni di euro ed è relativo al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali prodotti dalle strutture sanitarie della Asl; il secondo assegnato alla Draegerèdicirca 2 milionie 600mila euro e riguarda la fornitura di attrezzature necessarie per il completamento della nuova sede dell’Oncologico-Giovanni Paolo. Il terzo appalto alla Consanit, di 2 milioni di euro per arredi di laboratorio sempre per l’Oncologico. «Allarmante è risultata - scrivono gli inquirenti - la facilità con cui gli indagati intervenivano nelle sedute dei seggi di gara al fine di attribuire punteggi decisamente superiori nelle valutazioni delle offerte dal punto di vista tecnico e qualitativo rispetto alle ditte concorrenti». Per pilotare le gare - secondo l’accusa - venivano rivelati notizie segrete inerenti l’istruttoria e con la complicità di pubblici funzionari assecondavano le richieste delle ditte che poi sono risultate vincitrici. «Nelle vicende in esame Tedesco si inserisce decisamente nel turbamento della gare per i rifiuti speciali vinta dalla Vi.Ri.-scrive la Procura - di cui segue attentamente le sorti attraverso la concreta ed interessata ingerenza nell’istruttoria della stessa per il tramite del proprio genero Elio Rubino». Una circostanza resa possibile-secondo l’accusa - dalla complicità dei componenti delle commissioni di gara, Nicola De Re e Filippo Tragni. |