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La Gazzetta del Mezzogiorno 21.07.2010 Latorre: «La corsa di Vendola? Ma resta Bersani il leader Pd» di Michele Cozzi Senatore Nicola Latorre, Vendola punta ad esportare il modello Puglia a livello nazionale. Lei crede che il teorema possa realizzarsi? «Non credo che la questione sia questa. Vendola dà voce ad una parte della società italiana che è essenziale, nella coalizione di centrosinistra che dobbiamo costruire per vincere le elezioni. I ragazzi e ragazze che si sono riuniti a Bari sono la testimonianza di una realtà che non si sente a suo agio nei partiti così come sono. Nichi dà voce a questo mondo, e quindi la sua idea di candidarsi credo che sia una cosa da accogliere positivamente». Come valuta l’obiettivo politico di Vendola di «sparigliare» ? «Candidarsi alla premiership per sparigliare non mi sembra un grande programma di governo. Dobbiamo costruire una grande alleanza che sia fatta dai partiti e da un insieme di espressioni e movimenti della società civile. Nelle sue prime battute ho rilevato questa debolezza ma mi auguro che nel proseguo del confronto le cose possano cambiare». Il Pd si sente assediato dal ciclone Vendola? «Il Pd è impegnato nel favorire la costruzione di una grande alleanza di centrosinistra. Il Pd è in una situazione di grande serenità, ma siamo molto preoccupati del destino dell’Italia. Per un governo su cui torna ad affacciarsi la questione morale e che dinanzi ad una crisi epocale propone una manovra basata solo sui tagli. Questi sono i veri motivi di preoccupazione del Pd. Stiamo cercando di costruire tra le opposizioni politiche, in raccordo con i movimenti della società, una coalizione competitiva. In questo quadro valutiamo come un contributo positivo la candidatura di Vendola, che non è un motivo di preoccupazione. Poi verrà il momento della scelta, delle modalità e allora discuteremo». Vendola sostiene che i partiti sono «crepati» e sembra riproporre il modello: «Io e il popolo». Cosa ne pensa ? «I vecchi partito sono sicuramente “crepati” e la costruzione di un nuovo grande partito è una delle grandi sfide della democrazia. I nuovi partiti devono avere delle leadership forti ma senza i partiti le leadership sono destinate a non far crescere la democrazia e a non realizzare progetti di cambiamento. L’obiettivo è costruire leadership forti proprio perché capaci di costruire soggetti politici forti. E’ su questo che si misura una effettiva leadership ed è quello che il Pd sta cercando di fare». Il candidato naturale del Pd è Bersani. Siate disponibili ad andare alla conta con Vendola? «Questi aspetti si decideranno al momento opportuno. Si vedrà la coalizione e il programma. In questo quadro il Pd dirà la sua. Non spetta a me indicare il candidato del Pd. Sono certo però che con Bersani si sta costruendo la leadership di questo soggetto politico e si sta recuperando il rapporto del Pd con l’intera società italiana». Dinanzi ad un confronto Bersani-Vendola, cosa farebbe il popolo del Pd? «Non so se ci sarà questo confronto, ma se così dovesse essere il Pd sarà compattamente con Bersani e io sarò con lui». I cattolici del Pd, a cominciare da Follini, sono preoccupati. Cosa ne pensa? «Ho rispetto delle opinione di questo tipo che muovono da una sincera preoccupazione, ma che considero infondata. La partecipazione di Vendola è un arricchimento e non ci fa correre il rischio che viene evidenziato. A patto che anche questa componente faccia sentire forte la sua voce per cercare insieme la sintesi». In Puglia c’è un po’ di maretta. Cosa sta accadendo? «Vendola deve sapere conciliare il ruolo di presidente della Regione con quello politico nazionale. Ma nessuno deve pensare di metterlo in difficoltà, credendo di ostacolarlo a livello nazionale. Sulle vicende della sanità il Pd ha rappresentato in questi giorni le istanze di tante realtà locali. Ma adesso con Vendola dobbiamo aprire un grande contenzioso con il governo centrale». |