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La Gazzetta del Mezzogiorno 20.07.2010 «Vincerò alle primarie Berlusconi? È vecchio» Vendola si lancia e scuote il Pd. «Basta con lifting e barzellette» BEPI MARTELLOTTA • «Vincerò le primarie del centrosinistra e batterò Berlusconi. Come faccio a perdere contro Berlusconi? Vincerò perchè ha berlusconizzato la nostra società e adesso comincia ad esserne vittima. Lo batterò perchè è troppo vecchio. Nel mondo occidentale è la cosa più vecchia che c'è. Bisogna dirgli che è tempo di andare in pensione, c’è un limite anche al lifting politico». Nichi Vendola apre le danze delle primarie nel centrosinistra per la candidatura a premier e inaugura la sua corsa alla leadership nazionale menando «cazzotti» a destra (l’af - fondo contro il Cavaliere) e a sinistra. Come aveva annunciato, infatti, il suo progetto è «sparigliare» gli equilibri, da un lato scuotendo tutto quel pezzo del centrosinistra che non ne può più dell’«indecisionismo» del Pd, dall’altro mostrando il volto di un’op - posizione giovane e forte che non ha paura del ring e neanche del voto anticipato. La sua mossa, però, appare a tanti azzardata. «Credo - ha detto ieri - che la mia sfida sia nelle cose: la crisi della proposta politica del centrosinistra, il vuoto di offerta politica forte alla società italiana» c’è tutto e «a me interessa la costruzione dell’agenda. Se il centrosinistra pensa di offrire proposte transitorie e deboli come governi tecnici e larghe intese, che producono l’irrisione da parte dell’avversario se non mettono in campo un’alternativa, fuori dal centrosinistra e dalla nomenclatura la domanda di cambiamento è lunga e larga quanto tutta l’Italia». Ancora una volta, insomma, ago della bilancia sulle decisioni finali, un po’ come accaduto in Puglia con la battaglia per le primarie alle regionali, sarà il popolo. «Abbiamo bisogno di non immaginare l'accordo con i vertici dei partiti del centrosinistra, con il Pd o con Di Pietro. Per varie ragioni io rappresento un simbolo, una speranza, penso che questo debba essere considerato un valore aggiunto per la sinistra. Dal Pd mi aspetto una discussione seria». La sfida, innanzitutto alla sinistra dei D’Alema e Bersani, è lanciata. «La fase di passaggio di cui parla Bersani? È un discorso dal mio punto di vista poco chiaro, si ha la sensazione che ci sia un giudizio che differenzia l’azione di Tremonti da quella di Berlusconi». E, invece - tuona Vendola - non c’è differenza tra i due. L’uno, Tremonti, è il volto cattivo del governo e «dovrebbe smetterla di applicare le sue ricette sadiche al povero corpo del nostro Paese». L’altro, Berlusconi, la gira sull’ottimismo e l’ironia, ma per Nichi c’è davvero poco da ridere. «Fa tutte quelle battute sulle donne perché è il prototipo di un certo maschilismo un po’ guascone. Berlusconi pensa che le donne - dice - debbano ricoprire un ruolo ornamentale nei confronti del primato del genere maschile. Molte delle persone considerate belle da questo maschilismo dominante, sono in realtà volgari. Ed è volgare anche Berlusconi, soprattutto quando fa battute di spirito tipo: “Basta clandestini, gli unici che devono sbarcare dall’Albania sono le donne”. Ironizza su cose drammatiche». Lanciata la sfida, piovono le critiche anche da sinistra, ma per Nichi ormai il dado è tratto. «Follini dice che con me sbagliano strada? Possiamo fare un confronto toponomastico». Altolà dal leader dell’Idv? «Di Pietro è un buon consigliere. Con lui bisogna confrontarsi ma io, ormai, ho deciso di fare come dice il romanzo “Va’ dove ti porta il cuore”». L’Udc? È evidente «la difficoltà del Pdl di avere un dialogo con i moderati». La sfida è cominciata, su tutto il resto si vedrà. |