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La Gazzetta del Mezzogiorno 20.07.2010

IL CASO LA FONDAZIONE «FAREFUTURO»: ALLORA PERCHÈ IL CAVALIERE HA SCIOLTO FORZA ITALIA?

Feltri all’attacco di Fini «Fuori dal Pdl? È l’ora»

     • Nella maggioranza ci sono solo «piccole incomprensioni». Silvio Berlusconi di fronte agli studenti dell’università telematica 'E campus' minimizza le polemiche che da mesi tengono banco all’interno del Popolo della Libertà. Nessun accenno a Gianfranco Fini ne tantomeno alle tensioni con i 'finianì, ma solo una piccola parentesi sull'attualità in discorso di circa mezz'ora. Decisione consapevole, quella del Cavalie   re, per evitare di alzare ancora di più il livello della temperatura. D’al - tronde era stato lo stesso presidente del Consiglio appena qualche giorno fa in Cdm ad invitare i componenti della squadra del governo ad evi   tare polemiche con la

   componente finiana. L’invito di fondo, aveva spiegato più di qualche ministro è sostanzialmente quello di 'snobbarlì quando è possibile. Ma ad alimentare lo scontro ci pensa Vittorio Feltri che sul 'Giornalè ingaggia un duello a distanza con Fini ed i finiani auspicando la prossima rottura del presidente della Camera con il Cavaliere e   la successiva uscita dell’ex leader di An dal Pdl ottenendo però la reazione di 'Farefuturò che si chiede polemicamente perchè Berlusconi abbia sciolto Forza Italia, mentre Italo Bocchino parla di 'tiro al bersagliò contro i finiani.

   Dunque, nonostante il silenzio ufficiale del premier, nel Popolo della Libertà continua ad essere tesa. La settimana vede in primo piano il disegno di legge sulle in   tercettazioni. Berlusconi al rientro nella Capitale incontrerà tra martedì e mercoledì capigruppo e governatori, ma già da domani si capirà quale sarà l’aria che tira nella maggioranza. In commissione Giustizia infat   ti inizieranno le votazioni sugli emendamenti. Occhi puntati sull'atteggiamento dei finiani, dal loro voto si capirà se nel Pdl si è stata raggiunta un’in - tesa. A dividere però le varie anime del partito è poi la discussione sull'assetto del Pdl. Se il premier ha ripetuto che dedicherà la pausa estiva al lavoro ed in particolare al riassetto del partito, nel Popolo   della Libertà il dibattito è già iniziato da tempo. Due le questioni che tengono banco: il ruolo delle numerose fondazioni che orbitano la galassia del centrodestra e l’ipo - tesi di un coordinatore unico invece che una 'triadè. In particolare i mal di pancia si sarebbero concentrati sul ruolo di 'Liberamentè think tank che vede impegnato il ministro degli Esteri Franco Frattini e quello dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. A smorzare però la polemica su questo fronte ci pensa Ignazio La Russa: «Con la Gelmini – precisa il coordinatore del Pdl – siamo concordi sul fatto che le fondazioni debbano promuovere iniziative culturali opportunamente coordinate da un apposito comitato o dal vertice del partito».

 

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