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La Gazzetta del Mezzogiorno 20.07.2010

Bari, Policlinico in rivolta anche contro la Regione

La Cgil: adesione del 70%. Oggi vertice con l’assessore Fiore

  [rob. calp.]

     • Gridano vittoria alla Cgil medici di Puglia. Il perché lo spiega Antonio Mazzarella: «I dati su Bari e provincia ci dicono di un’adesione allo sciopero contro i tagli della finanziaria che sfiora il 70 per cento».

   C’è il rovescio della medaglia. In pratica lo sciopero dei medici è sempre un evento particolare, perchè in ogni caso si devono garantire emergenze e urgenze. Funziona più o meno così: in base ad accordi sindacali nelle varie aziende ospedaliere c’è un contingente minimo di camici bianchi che deve essere presente. Di solito si fa riferimento alla «quota» in servizio nei giorni festivi. Al di sotto non si può scendere altrimenti scatta il precetto (in alternativa c’è la denuncia penale per interruzione di servizio essenziale).

   A conti fatti - aggiunge Mazzarella - la chiusura o il regime ridotto delle attività ambulatoriale causa «l’assalto al pronto soccorso per aggirare l’ostacolo. Ed è un po’ il quadro sanitario che si prospetta con i tagli annunciati, l’accorpamento dei reparti, il blocco della assunzioni, lo stop del turnover. Del resto i grandi ospedali sono già al collasso ed ora si attende il colpo di grazia». Dalla Cgil indice puntato anche contro il piano di riordino ospedaliero preparato dalla Regione, «oggi - afferma il medico della Cgil - incontreremo l’assessore alla sanità della Regione Puglia, Tommaso Fiore». E ripete: «Il quadro di questi giorni è una sorta di prova generale di quanto accadrà nell’immediato futuro e che colpità soprattutto quei settori fondamentali quali i pronto soccor   so, le radiologie, le terapie intensive e le chirurgie».

   Sulla stessa lunghezza d’onda, Antonio Amendola, anestesista e rappresentante della Aroi-Emac di Puglia.

   Proprio gli anestesisti in questi giorni sono al centro di una serie di «casi» che si sono verificati al policlinico di Bari. In pratica sono pochi e per questo motivo in alcune chirurgie (ostetricia e ginecologia in passato e ortopedia in questo giorni) sono stati rinviati molti interventi. «Non c’è da meravigliarsi più di tanto - spiega Amendola - ferma restando tutta la nostra solidarietà agli ammalati incappati in queste situazioni. Al policlinico tra colleghe in maternità che non verranno sostituite, ferie, malattie prolungate, blocco del turn over e blocco delle assunzioni anche a tempo determinato. la situazione non potrà che peggiorare, saremo costretti a coprire le emergenze ma si allungheranno chissà di quanto i tempi di attesa per gli interventi di routine».

   Anestesisti e rianimatori del resto sono pronti a «bloccare gli straordinari e le ore che lavoriamo in più in convenzione interna per coprire i turni scoperti» se la manovrà non cambierà.

 

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