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La Gazzetta del Mezzogiorno 20.07.2010

Anestesisti e rianimatori pronti al blocco del lavoro straordinario

     • Anestesisti e rianimatori sono pronti a «bloccare gli straordinari e le ore che lavoriamo in più in convenzione interna per coprire i turni scoperti» se la manovrà non cambierà. Lo ha dichiarato Vincenzo Carpino, presidente dell’Aaroi-Emac, partecipando al sit-in contro la manovra in piazza Montecitorio.

   Le modifche, ha detto, «sono improbabili», ma così com’è «la manovra, che blocca l’as - sunzione dei medici ospedalieri, rende difficile garantire il servizio ai cittadini. Con il 30% di medici in meno saremo costretti a coprire le emergenze» e si allungheranno i tempi di attesa «per tutti gli interventi di routine».

   Lo sciopero, «una scelta difficile», è arrivato «per l’ostinazione del governo», anche se «nutriamo ancora la speranza di poter impedire che il Servizio Sanitario Nazionale venga sgretolato da una manovra iniqua che va a colpire le fasce più deboli. Persone che non potranno mai ricorrere alla sanità privata e che dovranno usufruire di una sanità pubblica ridotta volontariamente all’osso».

   La mobilitazione e le azioni di protesta «si intensificheranno a partire da settembre – ha aggiunto Carpino - perchè il blocco del turnover e il licenziamento dei precari produrrà un deficit di oltre 3.500 specialisti nella disciplina. Abbiamo calcolato che le attuali 50mila anestesie al giorno potrebbero ridurre   gli interventi chirurgici fino ad arrivare a 30mila. In altre parole, 20.000 persone che non saranno operate verranno rinviate sine die».

   L'associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc) chiede ai medici del comparto pubblico, in sciopero contro i tagli previsti dalla manovra economica, di non prendersela con gli ammalati, ma con il Governo.

   «Basterebbe svolgere le proprie mansioni senza far pagare il ticket previsto» precisa  

   Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc, per danneggiare il datore di lavoro, cioè il Governo, e non il malato. In questo modo «l'utente avrebbe il servizio e il Governo avrebbe un danno economico di cui potrebbe essere chiamato a rispondere» invece «i danni al malato sono immolati sul santuario del diritto di sciopero e se li paga il malato da solo».

   I medici come «ferrovieri, controllori di volo o tranvieri: non c'è differenza – affer ma Mastrantoni – con l’aggravante che l'utente è un malato» che viene «preso in ostaggio e   tanto più gli si fa male, tanto maggiore è la capacità contrattuale». «E' più semplice la sofferenza del malato sbattuta in faccia al ministro della Salute» Ferruccio Fazio, continua il segretario Aduc, «per sostenere le proprie richieste». Ma se «lo sciopero viene fatto per continuare a dare le stesse prestazioni sanitarie –conclude Mastrantoni - allora non se ne capiscono le modalità attuative» in quanto «è il malato il primo a soffrire».

   L'Anaao Assomed esprime piena soddisfazione per l'adesione al 75% allo sciopero nazionale dei medici e dell’intera dirigenza del Ssn e per il positivo riscontro della manifestazione che si è svolta a Piazza Montecitorio. «Il successo anche mediatico delle due iniziative – commenta Costantino Troise, Segretario Nazionale Anaao Assomed – è testimone dell’interesse dei cittadini verso il tema del diritto alla salute, fortemente asimmetrico, purtroppo, rispetto al valore che allo stesso tema assegna il Governo.» L'Anaao Assomed in una nota ringrazia il Capo della segreteria del Presidente della Camera «per la disponibilità dimostrata nel concedere un incontro, malgrado la richiesta fosse stata formulata nel corso della mattina, e dichiara la propria volontà di ricominciare a tessere, insieme con le altre organizzazioni sindacali della dirigenza del Ssn, la tela per modificare la manovra economica nel senso da tempo auspicato».

 

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