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La Gazzetta del Mezzogiorno 20.07.2010

Sciopero dei medici, «saltano» 40mila interventi programmati

I sindacati: «È solo l’assaggio di quello che accadrà con il blocco del turn over»

     • Uno sciopero di 24 ore, «la prima volta in questa legislatura», per protestare contro i tagli della manovra del governo che «rischia di smantellare» la sanità pubblica. Una protesta portata fino a piazza Montecitorio da un centinaio tra medici, veterinari e dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale, con camice, striscioni e vuvuzelas, e che ha raccolto un’adesione «del 75%» secondo le sigle sindacali delle professionalità sanitarie. Dati prontamente smentiti dal ministero della Funzione Pubblica, secondo il quale ha partecipato allo sciopero «il 5,11%» dei dipendenti della sanità pubblica.

   Di sicuro, la protesta non ha creato troppi problemi ai cittadini, anche perchè «molti colleghi – ha spiegato Massimo Cozza – pur di non creare un disagio ai pazienti, sono andati al lavoro senza timbrare il cartellino». Senza contare i ranghi già ridotti per le ferie estive e la percentuale di medici che ha lavorato per garantire i servizi essenziali, a partire da quelli di emergenza. Secondo le stime delle sigle sindacali unitarie (non hanno aderito solo Cisl e Uil) oggi sono saltate però 40mila operazioni programmate. Solo «un esempio» di quello che potrebbe succedere se la ma   novra passasse così com'è, dicono i sindacati, visto che verranno a mancare «30mila» camici bianchi per effetto del blocco del turnover, senza contare «il taglio del 50% dei precari». Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha ribadito che il blocco del turnover, previsto dalla manovra per i dipendenti pubblici, «non riguarderà» il servizio sanitario nazionale. Ma per i sindacati «non bastano gli annunci, serve che sia messo nero su bianco per fare definitiva chiarezza». Chiarezza che nel testo della manovra non c'è anche per Ignazio Marino, senatore del Pd, che ha invitato «il governo a rileggere il documento». Secondo Marino c'è invece «un chiaro disegno del governo per distruggere il sistema sanitario pubblico e dire poi ai cittadini di rivolgersi al privato». Il Pd, comunque, come ha confermato l’ex ministro della Salute, Livia Turco, ripresenterà alla Camera gli emendamenti che vanno incontro alle richieste dei medici.

   Dopo la giornata di sciopero, e dopo essere stati anche ricevuti dal capo della segreteria di Gianfranco Fini, dirigenti e camici bianchi auspicano comunque che ci sia la possiblità «di riprendere il filo del dialogo» per arrivare almeno «ad alcune modifiche a costo zero» come quella al   comma 32 dell’articolo 9, che permette ai direttori generali «di rimuovere un dirigente medico dal proprio incarico anche in assenza di una valutazione negativa. Un comma «che è la morte del merito professionale» e che permette alla politica «di allungare le mani sulla sanità», contro il quale la Cgil ha annunciato di essere pronta a ricorrere alla Consulta.

 

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