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La Gazzetta del Mezzogiorno 19.07.2010

Appalti sospetti, Lea avvisò Nichi

L’interrogatorio di Lady Asl: «Dissi tutto al presidente». Tedesco: «Mai chiesta una casa»

  MASSIMILIANO SCAGLIARINI

     • BARI. Il presidente Nichi Vendola sapeva delle voci che circolavano intorno ai due appalti per il completamento dell’ospedale Oncologico di Bari. A riferire al governatore che su quella e su altre gare c’erano «continue pressioni» era stata Lea Cosentino. È la stessa ex manager della Asl a dirlo ai magistrati in un interrogatorio del 19 ottobre: ed è per questo che Vendola interverrà più volte per chiedere attenzione ai funzionari della Asl, arrivando poi a chiamare direttamente Tedesco.

   L’inchiesta dei pm Digeronimo, Quercia e Bretone sabato ha portato agli arresti domiciliari Francesco Petronella (53 anni), titolare di fatto della società Viri (smaltimento rifiuti speciali), suo nipote Michele Columella (44), legale rappresentante della Viri, Antonio Colella (43), ex capo degli appalti della Asl di Bari (liberato appena tre giorni prima), e i funzionari Asl Nicola Del Re (51) e Filippo Tragni (51). Le accuse a vario titolo sono turbativa d’asta, corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e falsità materiale in atti pubblici. I pm hanno chiesto ma non ottenuto l’arresto di Elio Rubino e Mario Malcangi e l’inter - dizione (e non l’arresto, come erroneamente scritto ieri) di Felice De Pietro.

   E nell’ordinanza firmata dal gip Vito Fanizzi è riportato proprio uno stralcio dell’inter rogatorio reso da Lea Cosentino, che nel 2008 riferì a Vendola delle «voci» su due lotti dell’Oncologico, il lotto due (sale operatorie: lo vincerà Draeger, azienda raprresentata dal genero dell’allora assessore, Elio Rubino), e il lotto quattro (lo vincerà il consorzio Consanit, poi escluso dal Tar): «Posso riferire - dice la Cosentino ai magistrati - di aver visto Rubino Elio, genero dell'assessore Tedesco, gestore della Drager mentre affrontava presso la sede dell'Asl questioni relative all'appalto dei lotti delle sale ope   ratorie del nuovo Oncologico. In particolare ho conoscenza diretta che ha sollecitato l'aggiudicazione definitiva di quel lotto alla ditta citata. Posso riferire che l'assessore Tedesco mi aveva parlato della Draeger prima della gara (...). Non vi sono state comunque irregolarità nell’aggiudicazione, per quanto a mia conoscenza». La Cosentino dice però di aver chiamato Vendola «lamentandomi delle pressioni dell'assessore Tedesco e chiedendogli di aiutarmi nella gestione dei rapporti intrattenuti con il medesimo».

   Dalla lettura del provvedimento emerge che Vendola era molto preoccupato per quelle voci, tanto da intervenire sul direttore amministrativo Gianfranco Lippolis e chiedere una nuova verifica sull’aggiudicazione: Lippolis, a sua volta, affiderà il compito a Colella. Questo episodio - annota il gip - «non evidenzia una volontà di Colella di favorire a ogni costo Tedesco».

   Il tema degli appalti dell’Onco - logico, peraltro, sarà oggetto anche dell’audizione di Vendola davanti al pm Digeronimo, che gli contesterà proprio una telefonata con Tedesco: «Ero preoccupato delle voci - dirà il governatore al magistrato - e ne chiesi conto al mio assessore».

   La figura centrale dell’inchie   sta è dunque Alberto Tedesco, oggi senatore Pd, di cui la procura di Bari ha deciso per il momento di non chiedere l’arresto in attesa di vagliare «ulteriori episodi di indebite ingerenze nella gestione della cosa pubblica». Di Tedesco il gip scrive che «rappresenta un punto di riferimento a livello istituzionale per il gruppo Columella», e parla di «reciproci scambi di favori». In cambio di voti per le   elezioni politiche 2008 - secondo il gip - Tedesco si sarebbe interessato alla gara per lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri, e sarebbe intervenuto anche sulla Asl di Lecce per «lo sblocco di pratiche amministrative connesse ad interessi economici» dei Columella. E, ancora, avrebbe chiesto la disponibilità «ad acquistare un appartamento del valore di 550.000 euro» al patriarca Carlo Columella.  

   Su quest’ultimo episodio, però, Tedesco ci tiene a smentire. «Non vorrei - dice, riferendosi al caso Scajola - che questa vicenda potesse essere confusa con altre analoghe assurte agli onori della cronaca negli ultimi mesi». E offre una spiegazione alternativa: «Non ho mai chiesto ai Columella di acquistare per me alcun alloggio. Viceversa, dovendo mia moglie vendere un appartamento del valore   di circa 500.000 euro a Bari, ho chiesto a Franco Petronella se lui o qualcuno dei suoi parenti fosse interessato ad acquistarlo per una cifra di 450.000 euro. Allo stato l’appartamento è ancora in vendita». Di «abbaglio» parla anche la difesa di Columella e Petronella. «Chiariremo tutto», dice l’avvoca - to Raffaele Emilio Padrone. Oggi saranno fissati gli interrogatori di garanzia dei 5 arrestati.

 

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