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La Gazzetta del Mezzogiorno 19.07.2010

«Ma ora si dimetta da governatore»

L’affondo dei Moderati e Popolari. Il Pdl va all’attacco: è lui il vero traditore dei pugliesi

  b. mart.

     •BARI.«Per il bene della Puglia Vendola dovrebbe confrontarsi con gli esponenti pugliesi che siedono in Parlamento e al Governo del Paese, non insultarli o accusarli di alto tradimenti. Perchè se questo è il tema, chi più di Vendola è perseguibile di alto tradimento alla Puglia?». A rintuzzare le accuse lanciate in un’intervista alla «Gazzetta» dal presidente della Regione nei confronti del ministro Fitto e del presidente della Commissione Bilancio della Camera Azzollini e il vice-coordinatore regionale del Pdl Antonio D i s t a s o. Il deputato ricorda che non solo Vendola «ha speso fino ad oggi e in un momento di così grave crisi economica, solo il 7% dei fondi comunitari 2007 - 2013», ma ha anche promesso nella campagna elettorale del 2005 «di umanizzare la sanità pugliese e dopo 5 anni ne ha fatto un bubbone di debiti, scandali e opacità». Una bugia nei confronti dei pugliesi anche il fatto che Vendola continui a «raccontare che è costretto ad operare tagli in sanità per colpa del Governo, quando tutti sanno che lui e la sua Giunta hanno scelto di   violare il Patto di Stabilità per ben tre anni su cinque». Per questo «è Vendola che tradisce i pugliesi e manca loro di rispetto - dice Distaso - scegliendo di girare l'Italia e riempire pagine di giornali dicendo bugie, piuttosto che restare in Puglia a governare».

   Non distanti i toni di Giacomo Olivieri , capogruppo dei Moderati e Popolari in consiglio regionale. «Vendola contrasta l’idea di un governo tecnico per il Paese - dice - ma in Puglia cosa ha fatto, se non una giunta per metà “tecni - ca”, composta cioé da non eletti? Come può criticare il centrosinistra nazionale, del quale vorrebbe ergersi a leader, quando lui stesso ha applicato quelle “ricette” di governo?». Il gruppo Mep, ricorda Olivieri, aveva già chiesto a Vendola «di occuparsi della Puglia, ma evidentemente il governatore non resiste alla tentazione, seppur legittima, di fare il leader della sinistra nazionale. Se il suo desiderio è candidarsi, ad appena tre mesi dalle elezioni regionali, a questo punto si dimetta da governatore. I pugliesi - sottolinea - hanno bisogno di essere governati e le   due ambizioni di Vendola sono incompatibili». Quanto ai tagli nella sanità imposti dal piano di rientro, «Vendola venga in Consiglio a proporre, come pure aveva promesso, la riduzione al 50% delle indennità dei consiglieri, a cominciare dalla sua, prima di tagliare i posti letto negli ospedali. Si cominci dai costi della politica, stipendi da 7mila euro sono più che   sufficienti».

   Preoccupazione sulle prospettive che si è dato Vendola arrivano anche dall’Udc. «Che il governatore Vendola voglia diventare il leader del centrosinistra italiano sono fatti suoi e della sua coalizione; che in questo non ci rimettano i pugliesi, questo è, invece, anche affar mio e del mio partito» tuona Peppino Longo,   segretario del Consiglio. «Sono preoccupato che tutto questo lo possa distrarre dal governare la Puglia e che, quindi, a rimetterci siano ancora i cittadini pugliesi. Le vicende politiche nazionali - dice il consigliere regionale Udc - stanno già influenzando, e non poco, l’andamento delle nostre regioni: i tagli scellerati imposti dal governo centrale, ne sono l’esem - pio più emblematico. Adesso ci si mette anche la futura leadership nel centrosinistra: nessuno può proibirgli di crescere politicamente ma non metta da parte la Puglia ed i pugliesi, anche, e soprattutto, quelli che non hanno votato per lui». Plauso all’inizia - tiva delle «Fabbriche di Nichi», invece, arriva da Sergio Adamo,   coordinatore regionale dei giovani Udc. «Ho avuto modo di constatare quanto operativa, proficua e dinamica sia la realtà delle Fabbriche messa su dal Presidente Vendola. Si tratta - dice Adamo, che ha anche avuto un confronto con l’assessore alle politiche giovanile Fratoianni a margine delle iniziative - di un chiaro esempio di coinvolgimento, di raccolta di utili e valide idee provenienti soprattutto dal mondo dei giovani. Mi auguro che l’esperienza delle Fabbriche possa fare scuola e che tutte le forze politiche riescano a trovare nel mondo dei giovani e della società civile idee e proposte innovative e concrete per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese».

 

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