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Il Nuovo Quotidiano di Puglia 19.07.2010

Visto dal PD. II rivale alle primarie, Francesco Boccia

«Pensi a governare bene e a riformare la sanità»

«Se decide di fare il candidato premier par­lando male del Pd, le nostre strade si divide­ranno. E non lo salverà l'avere dalla sua parte tanti maggiordomi sciocchi del partito che or­mai stanno a libro paga. La guida di un nuovo centrosinistra allargato e capace di una bonifica morale e cultura­le della società italiana non po­trà che essere affidata a Pier Lui­gi Bersani»: l'onorevole Francesco Boccia commenta in modo critico l'annuncio di Nichi Ven­dola all'assemblea delle Fabbri­che. «Da Vendola a tre mesi dal­le elezioni mi sarei aspettato altro», aggiunge.

Cosa si sarebbe aspettato?

«Un discorso sul futuro della Puglia e sulla sanità, non un di­scorso contro i partiti e la proposizione della candidatura alla gui­da del centrosinistra italiano da costruire con una filantropia d'accatto che non dà risposte ve­re a chi cerca lavoro e alle imprese, che non coinvolge nel pro­getto la borghesia pugliese ma,solo quegli intellettuali pronti nel territorio a stare con chi può garantire la presidenza di una fondazione o di un ente».

Lei è stato lo sfidante di Vendola per due volte alle primarie in Puglia, perdendo­le. Le sue critiche sono anche conseguenza delle primarie pugliesi?

«Non ci sono fatti personali tra me e Vendola. Semplicemente abbiamo un'idea diversa della politica. E nel futuro di Vendola, sia chiaro, non ci sarà un Boccia pronto a sacrifi­carsi ma Pier Luigi Bersani con l'obiettivo di rappresentare tutti i riformisti italiani».

Non le piace l'idea delle Fabbriche di Nichi?

«Le fabbriche sono una cosa seria, lascia­mo stare. Vendola pensi piuttosto alle promes­se fatte ai 10mila lavoratori della sanità da assumere a tempo indeterminato e che difficil­mente potranno coronare il loro sogno. Non si scherza con il lavoro a tempo indeterminato, che è la vita delle persone».

I tagli agli ospedali stanno provocando tensioni nel centro­sinistra. Lei è d'accordo sulla razionalizzazione della spesa sanitaria e sui tagli?

«I debiti della sanità sono sot­to gli occhi di tutti. Vorrei che anche il Pd facesse un'analisi con cognizione di causa sul mi­liardo di euro di debiti di questi anni. Poi avrei preferito che pen­sasse a tagliare qualche primario senza pazienti in più e qualche ospedale in meno. Avrei preferito che in questi anni fosse stato organizzato qualche poliambula­torio in più e fosse stato assunto qualche primario in meno. E le gare di appalto centralizzate?»

A chi si riferisce quando parla di filantropia d'accatto?

«A tutti quelli, esponenti del centrosinistra e del centrodestra, che nei salotti televisivi raccontano il loro es­sere originali, nuovi. Faccio un nome per tutti: Francesco De Lorenzo. E poi Bassolino. Ma potrei citare anche Tremonti».

Perché Tremonti?

«Perché dal ministro filosofo e moralizzato­re dei mercati vorremmo sentire una parola in merito all'emendamento salva-manager che il centrodestra cerca di far passare o sulle multe pagate per le quote latte non rispettate da mol­ti allevatori disonesti. La manovra che il mora­lizzatore Tremonti ci sta consegnando è una manovra che affossa il Sud».

 

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