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La Gazzetta del Mezzogiorno 18.07.2010 Sanità, altri cinque ai domiciliari «Truccavano le gare per Tedesco» L’accusa: «L’ex assessore voleva in cambio voti e una casa». Ma la Procura non ne chiede l’arresto MASSIMILIANO SCAGLIARINI • BARI. Appalti per la gestione dei rifiuti ospedalieri e per il completamento dell’On - cologico di Bari che sarebbero stati addomesticati sulla base di un rapporto malato tra imprenditoria e politica, tutto incentrato sulla figura dell’ex assessore regionale Alberto Tedesco (oggi senatore Pd). L’inchiesta madre sulla sanità pugliese, che in due anni ha raccolto più veleni che risultati, porta ai primi arresti: su ordine dei pm Francesco Bretone, Desiree Digeronimo e Marcello Quercia (che avevano chiesto il carcere) ieri sono finite ai domiciliari cinque persone. Per altre tre il gip Vito Fanizzi ha respinto le misure cautelari, che non sono state chieste per Tedesco «essendo al vaglio ulteriori episodi di indebite ingerenze nella gestione della cosa pubblica». Una dichiarazione che preannuncia nuovi capitoli. Ai domiciliari sono da ieri Francesco Petronella (53 anni), titolare di fatto della società Viri, suo nipote Michele Columella (44), legale rappresentante della Viri, Antonio Colella (43), ex capo degli appalti della Asl di Bari (liberato appena tre giorni fa), e i funzionari Asl Nicola Del Re (51) e Filippo Tragni (51): le accuse sono sono turbativa d’asta, corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e falsità materiale in atti pubblici. Respinta invece la richiesta di arresti per Elio Rubino, genero di Tedesco, per il segretario dell’ex assessore, Mario Malcangi e per il direttore amministrativo della Asl Bat, Felice de Pietro (componente di una commissione di gara). Il gip ha respinto anche la richiesta di interdizione per la Viri, azienda del gruppo Tradeco. Il provvedimento del gip è incentrato su tre episodi. Il primo è l’appalto per la gestione dei rifiuti speciali della Asl di Bari, che se condo gli investigatori la Viri avrebbe vinto (per 1,627 milioni) a danno della Manutencoop (che aveva offerto 2,328 milioni): gli investigatori ritengono che Colella, su richiesta di Tedesco, avrebbe consentito alla Viri di sostituire l’offerta. In cambio del suo interessamento - secondo la procura, Tede sco avrebbe chiesto «appoggio elettorale» per le elezioni politiche del 2008, ma anche la disponibilità «ad acquistare un appartamento del valore di 550.000 euro, di cui il Tedesco non aveva la disponibilità economica, rivolta al Columella Carlo Dante per il tramite del Petronella». «Gli investigatori hanno preso un abbaglio - dice l’avvocato di Columella e Petronella, Raffaele Emilio Padrone - e hanno indotto in errore il gip che ha emesso il provvedimento su una serie di congetture. Non solo l’of ferta non è stata sostituita, ma anche se fosse stata di 1,9 milioni come ritiene la procura, i calcoli dimostrano che la Viri avrebbe vinto ugualmente». Su questo appalto, peraltro, a novembre la procura aveva già chiesto l’ar - resto dei cinque ma il gip lo aveva respinto. Gli altri due episodi sono relativi ad appalti per le attrezzature del nuovo Oncologico di Bari. Il primo (febbraio 2008) è un appalto da 2,6 milioni per le sale operatorie vinto dall’ati tra Matarrese e Draeger (di cui era rappresentante Rubino): secondo la procura i funzionari Asl avrebbero dovuto escludere Draeger, e invece le hanno consentito di integrare la documentazione di gara. Nell’altra gara per la fornitura di arredi di laboratorio, a ottobre 2008, secondo la procura Colella avrebbe favorito il consorzio Consanit (poi escluso dal Tar) facendo fuori con un pretesto altre due concorrenti. Il consorzio Consanit, secondo gli investigatori, è composto da aziende riconducibili alla famiglia Tedesco. |