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Il Corriere del Mezzogiorno 18.07.2010 Affari sporchi nella sanità, a Bari altri cinque arresti Rifiuti e appalti pilotati: indagato pure Tedesco
Coinvolti Il gip ha negato l’arresto per il genero e per il segretario dell’ex
assessore BARI — Nuovo capitolo del business illegale e delle gare d’appalto truccate o pilotate nella sanità pugliese. Questa volta l’inchiesta che ha portato a nuovi cinque arresti è quella di Desireé Digeronimo, Francesco Bretone e Marcello Quercia, l’altro pool di magistrati che indaga su quella fetta del malaffare che ha gestito illegalmente «l’impresa sanità» in cui è coinvolto l’ex assessore regionale alla sanità Alberto Tedesco, ora senatore del Pd. Le persone arrestate ieri dai carabinieri sono tre dirigenti dell’Asl Bari, Antonio Colella, Nicola Del Re e Filippo Tragni e due imprenditori, il legale rappresentante dell’azienda Vi.Ri. Michele Columella, e il titolare di fatto della stessa società, Francesco Petronella. A tutti è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Sergio Fanizzi: a vario titolo vengono contestate la corruzione, la turbativa d’asta e il concorso in violazione del segreto istruttorio. Il gip ha condiviso l’impianto accusatorio della Procura ma ha respinto la richiesta di arresto per il genero e il segretario di Tedesco, Elio Rubino e Mario Malcangi, «ma è stato riconosciuto l’intero impianto accusatorio» ha spiegato il procuratore capo Antonio Laudati. Ad ogni modo la Procura ha annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame. Nell’inchiesta il senatore Tedesco è indagato per turbativa d’asta, concorso in violazione del segreto d’ufficio e corruzione. «L’indagine - è scritto in una nota della Procura - ha consentito di far luce su un torbido ed illecito intreccio fra il management sanitario e l’imprenditoria operante nel settore e il coinvolgimento dell’ex assessore regionale Tedesco nei cui confronti sono al vaglio degli inquirenti ulteriori vicende sospette». Nelle intercettazioni captate dai carabinieri gli indagati fanno riferimento a nomi di politici: tra questi Nichi Vendola, Massimo D’Alema e Dario Franceschini, che non risultano coinvolti in nessun modo nell’inchiesta. |