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Il Corriere della Sera 18.07.2010

La benda che sa curare le ferite da sola

Una medicazione con «nanosfere intelligenti»
Se c’è un’infezione rilascia antibiotici

Il faccino sorridente di Isambard Ebbutt, un paffuto biondino inglese che sta per compiere tre anni, è la prova vivente dell'efficacia di una nuova benda "intelligente" messa a punto in Inghilterra da ricercatori dell'università di Bath: ricoperta di nanocapsule cariche di antibiotico, riconosce ed elimina i batteri che possono infettare le ferite. Isambard aveva appena 13 mesi quando si è rovesciato addosso una tazza di tè bollente, procurandosi ustioni sul 32 per cento del viso e del torace. I suoi genitori lo hanno portato di corsa al Southwest Uk Pediatric Burn Centre di Bristol, che collabora coi ricercatori di Bath: qui imedici, temendo che potesse riportare cicatrici permanenti e soprattutto sviluppare infezioni gravi, hanno deciso di fasciargli le ferite con la benda alle nanocapsule che stavano testando nei loro laboratori.

Risultato, dopo dieci giorni Isambard è tornato a casa senza complicazioni. Non si è nemmeno sottoposto a un trapianto di pelle, eppure due anni dopo il suo viso è tornato perfettamente normale. Merito delle sue indubbie capacità di recupero, ma anche della benda alle nanocapsule. Che ha un aspetto comune, ma nasconde un concentrato di tecnologia: sulla garza vengono infatti "spalmate" nanosfere con un diametro di un milionesimo di millimetro che in presenza di batteri pericolosi (non quelli normalmente presenti sulla cute) si rompono, liberando un antibiotico in grado di eliminarli. Col farmaco esce anche una sostanza che cambia il colore del bendaggio, indicando ai medici che c'è un'infezione in corso. «Realizzando le nanocapsule ci siamo ispirati all' azione dei batteri sulle cellule: gli enzimi e le tossine batteriche "rompono" la superficie cellulare, così abbiamo creato nanocapsule che vengono aperte da quelle stesse sostanze», racconta Toby Jenkins dell'università di Bath, con cui collaborano altri nove centri di ricerca europei e australiani.

La benda nanotecnologica è infatti frutto del progetto Bacteriosafe, finanziato dalla Comunità Europea con 4 milioni e mezzo di euro, che dovrebbe concludersi fra 4 anni: per allora saranno completati i dati di efficacia e sarà valutata la possibilità di produrre e mettere in commercio il bendaggio speciale. «Per essere certi che sia davvero risolutivo dobbiamo aspettare i dati di sperimentazioni cliniche consistenti— commenta Maurizio Chiesa, segretario della Società Italiana di Medicina d'Emergenza-Urgenza (Simeu) —. Detto ciò, è unmetodo innovativo: la capacità di rilevare l'infezione e rilasciare l'antibiotico solo se necessario è unica, oggi in casi a rischio impieghiamo questi farmaci per via locale o generale indipendentemente dalla reale presenza dei batteri. La nuova benda potrebbe perciò rivelarsi molto utile, soprattutto per le ustioni: le infezioni sono fra le complicanze più temute, per di più spesso le zone del corpo coinvolte sono ampie, perciò un bendaggio "intelligente" e curativo potrebbe dare davvero buoni risultati». Non dover togliere la fasciatura per medicare la ferita in caso di infezione, infatti, accelera la guarigione e riduce il rischio di cicatrici: la ferita resta sempre coperta, non viene traumatizzata in alcun modo. Un bel vantaggio: il visino liscio di Isambard è qui a dimostrarlo.

 

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