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Il Corriere della Sera 18.07.2010 La mini-bolletta divide i condomini L’impatto della tariffazione elettrica notturna MILANO— L’hanno già chiamata la «guerra delle lavatrici». È la prima conseguenza della tariffa elettrica bioraria, a poco più di due settimane dal debutto su grande scala: lo scaglionamento dei consumi in due fasce di prezzo, più cari di giorno e più convenienti nelle ore notturne, ha scatenato nuove liti incrinando i già fragili equilibri di buon vicinato tra inquilini dello stesso condominio. I giornali sono stati sommersi da lettere di lamentele, gli amministratori condominiali presi di mira da minacce di denunce, al centralino dello «Sportello del consumatore» dell’Autorità dell’energia (artefice del provvedimento) sono giunti reclami da tutta Italia. Il quesito è sempre lo stesso: com’è possibile convivere — e soprattutto dormire — con le centrifughe delle lavatrici che in nome del risparmio in bolletta vanno amille nelle ore che dovrebbero essere dedicate al riposo? Via libera allora — regolamento di condominio alla mano— a lanciare accuse al vicino che fa troppo rumore. « L’ora del silenzio tra condòmini scatta alle 23— precisano all’Anaci, l’associazione degli amministratori di condominio — ma i conflitti si sono scatenati da tempo: molte persone hanno lavatrici vecchie e rumorose. In mancanza di un regolamento interno sul disturbo della quiete pubblica, noi non possiamo fare nulla: è una bega tra due privati, che si può risolvere solo davanti a un giudice di pace». «Di regola gli orari di silenzio nei condomini vanno dalle 14 alle 16 e dalle 22 alle 7 del mattino — tranquillizzano dall’Authority —. E sono orari pienamente compatibili con le fasce a minor prezzo. Chi vuole risparmiare, ha poi la possibilità di "sfruttare" le ore diurne di tutti i fine settimana o delle festività. Del resto si tratta di un meccanismo destinato a modificare le abitudini dei consumi di energia elettrica, quando costa meno anche sul mercato all’ingrosso, nell’interesse dell’intera collettività: se solo si riuscirà a spostare il 10% dei consumi nella fascia economica, l’Italia avrà un risparmio superiore a 200 milioni di euro all’anno». Ma per il singolo consumatore ci sarà davvero questo gran risparmio nella bolletta elettrica? Secondo i conti fatti dalla stessa Autorità, la differenza per ora resterà abbastanza modesta: la stragrande maggioranza delle utenze italiane (tra i 1.801 e i 2.640 kWh di consumi all’anno) pagava con il vecchio sistema monorario 15,329 centesimi di euro il singolo kWh, prezzo che sale a 15,89 centesimi (il 3,7% in più) per la fascia diurna e scende a 15,043 centesimi (-1,8%) per le ore notturne e i festivi. Con l’arrivo della tariffa bioraria si è poi aperto un altro problema: quello della capacità di tenuta dei contatori, solitamente tarati su una potenza di 3,3 Kw. Superata questa soglia, magari concentrando nello stesso momento l’utilizzo degli elettrodomestici più energivori, dal ferro da stiro alla lavatrice al forno elettrico, si arriva al sovraccarico del contatore, che stacca automaticamente la corrente. Ma all’Authority sono già al lavoro anche su questo fronte, valutando la possibilità di garantire i 4 kW di potenza sui contatori oggi in funzione, senza l’aggravio di nuove spese. |