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Il Corriere della Sera 17.07.2010 Sciopero nella sanità, caccia ai finti esenti Rischiano di saltare 40 mila interventi. In agitazione anche il sindacato di polizia ROMA— Si accende la protesta nella Sanità che dopodomani, lunedì, si ferma in tutta Italia. Le Forze dell’ordine si preparano alla mobilitazione generale come gli agricoltori mentre gli enti locali annunciano iniziative in ordine sparso. Così mentre il governo si prepara a ripetere alla Camera l’operazione fiducia sulla manovra, sperimentata giovedì al Senato, si alzano le voci di chi ne chiede la modifica. La Ragioneria generale dello Stato, guidata da Mario Canzio, intanto fa sapere che al più presto metterà a disposizione delle regioni i dati necessari per controllare le esenzioni per reddito dai ticket per le prestazioni mediche specialistiche. E che farà partire dal 1 ottobre, con la sperimentazione in Lombardia, la validità delle ricette «on line». La Sanità dunque sciopera per 24 ore: dirigenti medici, amministrativi ed anche veterinari si fermeranno causando la sospensione di circa 40 mila interventi negli ospedali, secondo i sindacati, e l’annullamento di visite specialistiche e prescrizioni. Protestano per il blocco del turn over, i tagli dei lavoratori precari, i prepensionamenti che non consentono, proseguono i sindacati, di far funzionare reparti ospedalieri e servizi medici. E sulla scure caduta sui precari della Pubblica amministrazione Cesare Damiano del Pd denuncia che «la manovra produrrà la perdita di altri 140 mila posti di lavoro». In singolare contrapposizione spicca la soddisfazione del presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, per l’approvazione in extremis dal parte del Senato dell’emendamento che salva il posto dei precari degli enti locali dell’isola: 22.500. Altro fronte caldo, con la Sanità, è la polizia. «Daremo vita ad azioni di protesta eclatanti e clamorose», annuncia una nota del sindacato di polizia Siulp che denuncia la «sordità» del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, alle richieste del settore che lamenta il peso eccessivo dei tagli alla sicurezza. Il sindacato Sap rivela invece di aver ricevuto la disponibilità del presidente della Camera, Gianfranco Fini, ad esaminare le richieste del settore in risposta alla lettera inviatagli dal segretario generale, Nicola Tanzi, in vista dell’esame della manovra da parte di Montecitorio. Si mobilitano anche gli agricoltori chiamati dalla Confagricoltura a partecipare a due grandi manifestazioni nazionali a Cremona il 22 luglio e a Napoli il 26 luglio, per protestare contro il provvedimento del governo che «non ha dato risposta» ad alcuna richiesta della categoria, dalle quote latte, alla previdenza. Protestano poi gli albergatori della Confindustria contro l’introduzione della tassa di soggiorno mentre dopo le Regioni ed i Comuni entrano in campo le Province. Il presidente di quella di Roma, Nicola Zingaretti del Pd, annuncia infatti di aver deciso di impugnare presso il Tar l’aumento dei pedaggi autostradali nel territorio della capitale, cioè sul Grande raccordo anulare. «È una misura illegittima e iniqua» spiega chiedendo il sostegno del sindaco di Roma Gianni Alemanno e della presidente del Lazio Renata Polverini. A una lettura più approfondita del provvedimento approvato col voto di fiducia al Senato spunta infine una misura che salverebbe i manager coinvolti nei reati di bancarotta semplice e fraudolenta e contro cui l’Italia dei Valori minaccia di fare barricate alla Camera. La misura, spulciata dal Fatto quotidiano, introduce modifiche alla legge fallimentare, regolata dal Regio decreto 267 del 1942, e stabilisce che le sanzioni penali previste per i reati di bancarotta semplice o fraudolenta «non si applicano ai pagamenti e alle operazioni compiuti in esecuzione di un concordato preventivo» o anche «di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato». |