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Il Corriere della Sera 17.07.2010 Il caldo a 40 gradi stacca l’elettricità Consumi record, black-out aMilano e in Sardegna. Malori nel metrò di Roma MILANO — «Soffro», diceva l’omino di Altan in quella vecchia sublime vignetta: «La pianti — gli rispondeva il famoso politico alle sue spalle — di confondere l’ombrello percepito con quello reale». E questa è forse l’unica sintesi possibile della situazione: nel senso che è il 17 luglio e perciò fa un gran caldo. Con l’aggravante che adesso sono proprio i milioni di condizionatori accesi per respingerlo a innescare invece catene di black-out (da Milano alla Sardegna, come ieri) anticamente più invernali che no. E se gli scienziati ora ci avvertono che i 38 gradi e passa toccati ieri quasi ovunque bruciano come ne percepissimo 43 (addirittura 50 sulla linea B del metrò di Roma) l’unica cosa che alla fine importa è appunto la «sofferenza» reale: migliaia di malori, un agricoltore morto e un operaio in coma. Lavoravano sotto il sole, entrambi nel Veronese. Una volta la chiamavano estate, adesso è emergenza. Il «1500» del Ministero della Salute, numero verde allestito apposta, ha ricevuto ieri tremila chiamate in otto ore. A Roma sono state distribuite 260mila bottigliette d’acqua alla gente madida dentro i mezzi pubblici o boccheggiante nel traffico: 4.300 telefonate al 118 della capitale, e se chi era in macchina si è salvato con l’aria condizionata a farne le spese sono state decine di motoclisti crollati ai semafori come pere cotte: effetto paradossale del casco — spiegano i tecnici — unito ai soffioni torridi dei radiatori vicini. Sempre la Protezione civile ha dovuto portare acqua e soccorsi ai passeggeri rimasti bloccati a Formia su un treno guasto divenuto un forno. Intanto i consumi elettrici, col picco dei 56.400 megawatt toccati alle 11 di ieri, hanno sfiorato il record storico raggiunto con i 56.589 del 20 luglio 2007. Conseguenze? Tre black-out a Milano, che hanno lasciato senza luce seimila cittadini nonché la centrale dei pompieri (salva grazie ai gruppi di continuità); al buio il Consiglio regionale in Friuli Venezia Giulia; e al buio pure metà delle sale operatorie dell'Azienda ospedaliera universitaria di Sassari. Stato di emergenza in Umbria. Seguono statistiche: secondo l’Agenzia americana per l’atmosfera il mese di giugno è stato, a livello planetario, il più caldo dal 1880 a oggi; in Italia la temperatura dei primi dieci giorni di luglio, secondo la Coldiretti, è stata superiore di 1,3 gradi alla media dello stesso periodo nel trentennio 1970-2000; ma nel Nordest lo sforamento è arrivato anche a 3 gradi e mezzo. E le previsioni dicono persino che l’estate non è finita: a Milano la Protezione civile ha predisposto per oggi il «livello 3» di allerta, cioè il massimo, specie per quanto riguarda gli anziani. E lo stesso sarà per altre 19 città sulle 27 monitorate da un capo all’altro della Penisola. In compenso, siccome è estate, è possibile che domani invece arrivino temporali un po’ ovunque: accompagnati dalla perturbazione atlantica la cui avanguardia comincerà ad affacciarsi sulle Alpi già stasera e che domani potrebbe far precipitare i termometri— almeno in alcune località, specie al Nord, nel Triveneto e in Valpadana— dai 40 odierni ai 13 gradi in poche ore: il che vorrà dire, se non altro come «percezione», il passaggio da un’emergenza a un’altra. |