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La Gazzetta del Mezzogiorno 17.07.2010 «Sto male» e lancia lo sgabello al medico Caos ieri mattina al «Perrino», ventenne denunciato VALERIA CORDELLA ARCANGELI • Prima ha investito il medico con una mitragliata di insulti e parole irripetibili poi, preso uno sgabello glielo ha lanciato colpendolo al ginocchio. È stata una denuncia consegnata nelle mani dei poliziotti del Posto fisso, l’epilogo della protesta poco ortodossa, di cui è stato protagonista ieri mattina un ragazzo brindisino, M . D, poco meno che ventenne nel Pronto soccorso dell’ospedale Perrino. Il giovane era già stato in Pronto soccorso nei giorni passati. Accusava dolori addominali diffusi e, soprattutto, difficili da sedare. Era stato visitato, sottoposto ad una lunga serie di accertamenti, prelievi ed altre indagini. Niente. ll medico, casualità ha voluto, lo stesso che ieri mattina è stato bersaglio del nervosismo del giovanotto, gli aveva perciò prescritto alcuni farmaci che avrebbe dovuto assumere per qualche giorno. Il ragazzo è andato via tranquillo per poi ripresentarsi ieri. Sembra avesse già dal primo momento un tono poco conciliante, per non dire aggressivo e provocatorio. Ha iniziato a protestare per l’attesa eccessiva e per il fatto che non si sentiva considerato come avrebbe voluto, dal momento che era molto preoccupato per quei disturbi che, a suo dire, non erano affatto passati e neppure attenuati. Erano ormai il suo tormento da giorni. Ma, secondo quanto è stato accertato, se il disturbo persisteva c’era un motivo: il giovane non aveva seguito la terapia consigliata. Probabilmente, è stato quando il medico lo ha ripreso per non aver seguito le sue indicazioni che il suo buonsenso, già messo a dura prova dal caldo o dal fastidio provo cato dai dolori addominali, è andato a farsi benedire. Ha perso il controllo iniziando ad inveire contro il medico che non è riuscito ad avere la meglio sul suo interlocutore, ormai proprio fuori di sè. È stato a quel punto che, in preda ad un momento di follia, il giovane ha afferrato uno sgabello e lo ha lanciato contro il sanitario colpendolo al ginocchio. Immediato l’intervento dei vigilanti di guardia all’ingresso, per fortuna lì, a pochi metri, e dei poliziotti del Posto fisso, che bloccato il giovane, gli hanno impedito di oltrepassare i limiti più di quanto avesse già fatto. La denuncia è stato il passo successivo. Inevitabile. Sacrosanta. Considerati i fatti. Il Pronto soccorso è, senz’altro, un fronte di guerra. Non da oggi, da sempre. In passato vi sono accaduti fatti ancora peggiori: atti di violenza ingiustificabili ai danni dei medici. Chi vi giunge, per qualunque motivo, è sotto pressione. Preoccupato per sè o un familiare caro. Accade, perciò che si perda la calma. Che vi sia una parola di troppo. Qualche volta, va detto, è l’inefficienza e il distacco della struttura pubblica a provocarla. A tal fine, la mediazione del personale infermieristico e di alcune figure di volontari spesso rappresentano un prezioso supporto per i medici, assicurando un’assistenza che presta attenzione al malato nella sua complessità, comprendendone anche le debolezze e le paure. |