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La Gazzetta del Mezzogiorno 16.07.2010 Tre mesi per una visita negli ospedali del Barese Ma si aspetta fino a un anno per una Tac e 18 mesi per una Pet G. FLAVIO CAMPANELLA • L'attesa più lunga è di Gianni, la guardia giurata all’ingresso. Alle 7,45 è già all'ingresso del Centro Unico di Prenotazione del Policlinico di Bari. La fine del servizio è alle 17,30, orario di chiusura degli sportelli (ma dalle 12,30 alle 15,30 c'è la pausa). Per gli utenti, il flusso è regolare. C'è qualche assem bramento in apertura (anche in quella pomeridiana), ma l'attesa è breve. Quasi non serve prelevare il biglietto numerato, essenziale per organizzare la fila. Fa molto caldo all'ester no. Entrare nell'area diventa quasi un toccasana. La coda è scarsa, ci sono perlomeno cinquanta posti a sedere e l'aria condizionata. Il refrigerio diventa però gelo di fronte all'operatore seduto davanti al computer nel quale verranno inseriti i dati di prenotazione. I numeri sono impietosi: considerando le strutture pubbliche della provincia di Bari, ci vogliono mediamente novanta giorni per una visita specialistica e sei-otto mesi per un esame strumentale diagnostico. Nel dettaglio, quattro o cinque mesi per una radio grafia, 10 mesi-1 anno per una Tac o una risonanza magnetica, addirittura quindici-diciotto mesi per una Pet. Ospedale che vai, poi, attesa che trovi. Per fare una mammografia al Policlinico bisogna aspettare gli inizi del 2013, per un holter cardiaco è necessario attendere fino a maggio del prossimo anno, per una densitometria ossea 8-9 mesi, per colonscopia, rettoscopia e ci stoscopia anche due anni (ammesso che non si sia già andati nell'aldilà). I disagi non finiscono qui. Perché per alcuni esami si deve andare direttamente nei reparti, ad esem pio a Radiologia oppure a Medicina nucleare. Per le visite oncologiche si può prenotare al Cup solo se si sceglie la clinica Baccelli (ci dicono ci sia soltanto una settimana di attesa). Altrimenti, per Oncologia meglio trovarsi i numeri di riferimento, prenotare direttamente e pregare. Come forse fa Anna Montaruli, 40 anni. È quasi rassegnata, ma l'arrabbiatura si nota dal tono della voce: «Ho prenotato un'ecografia pelvica. Costa 31 euro. L'appuntamento è per il 29 settembre. Certo, se ho un tumore muoio prima». Giuseppe Volpicella, 27 anni, è stato più fortunato: il 19 luglio effettuerà la visita allergologica (35 euro). «In questo caso visita non si può prenotare per telefono. Io invece auspico addirittura la possibilità, prima o poi, di fare tutto on line». Beata gioventù. La signora Teresa Giuliani, 67 anni, al Cup preferisce andarci direttamente. Non è abituata alle diavolerie della tecnologia. Nel tempo, però, ha preso l'abitudine di aspettare mesi per un esame o una visita. «Farò l'ecodoppler dei tronchi (43,90 euro) il 27 settembre e l'ecografia tiroidea (28,41 euro) il 3 novembre». Il giorno dopo toc cherà, invece a Francesco Legista, 54 anni. «Il medico curante mi ha detto di venire qui al Policlinico per la visita dermatologica (19,21 euro). I medici sono bravi. Fa niente se dovrò aspettare quattro mesi». Gli sportelli attivi sono dieci. Ma dieci persone non ci sono. Si arriva alla spicciolata. Isabella Serafini, 43 anni, ha rinunciato alla mammografia. Ma aggiunge: «La stranezza è che questa attesa riguarda le visite di controllo. Per la prima in assoluto sono stati velocissimi». Non è l'unica ad affermarlo. Antonia Cassano, 41 anni, conferma: «La mammografia del 2009 l'ho fata in un mese. Ora mi hanno detto che dovrò tornare nel febbraio del 2013. Penso di farla privatamente. Ma dovrò sborsare circa 100 euro». Nel pomeriggio, un gruppetto di persone attende l'apertura delle 15,30. Tra loro c'è Rosaria, 29 anni. Lunedì farà l'inseminazione artificiale. Non vuole appaia il cognome: «In sei mesi ho speso, tra visite, esami e Fivet, la tecnica di procreazione, 1500 euro. Una volta ogni dieci ho dovuto recarmi in altre strutture. Volevano degli esami en tro tre settimane. Ma farli al Policlinico era impossibile». Tranne che non si faccia come Vito Calabrese, 72 anni, il quale ha prenotato, per la figlia Maria Stella, 36 anni, due radiografie: una al femore e al ginocchio (21,17 euro), l'altra al piede e alla caviglia. Nel prospetto riepilogativo, sempre fornito dagli addetti a fine prenotazione, non c'è però la data in cui la donna dovrà sottoporsi ai raggi. «Ho trovato la soluzione». Pagare il ticket e accordarsi con il reparto attraverso qualche amico disponibile a infilarlo nella lista. Fabio Galantini, 45 anni, ha un'azienda di consulenza. Si occupa anche di sbrigare le pratiche di prenotazione per i clienti. Uno di questi rinuncerà all'ecografia alla tiroide. «Ho deciso – spiega Galantini - di fargliela fare intramoenia (andando dal medico privatamente all'interno della struttura pubblica, n.d.r.). Mentre per una visita neuropsichiatrica infantile ho prenotato il 15 giugno scorso per il 15 giugno del 2011. Un anno esatto. Le attese sono enormi». Non proprio per tutti, però. Una delle mosche bianche è un nero senegalese. Serigne Diop, 34 anni, è in Italia da un lustro. Ha lasciato in Africa una moglie e quattro figli. A Bari, dove già viveva un cugino, è in cerca di lavoro dopo aver fatto a Lecco il metalmeccanico. «Per fare una colonscopia nella città lombarda ci ho messo tre mesi, mentre qui al Policlinico potrò farla (36,15 euro) in circa 45 giorni. C'è stata una disdetta e ho approfittato». Siamo già oltre le 17,30. Il Cup chiude una decina di minuti oltre l'orario previsto. |