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La Gazzetta del Mezzogiorno 16.07.2010 Pdl: basta, Pelillo si dimetta Pd: Nichi come Berlusconi? Idv divisa sul piano. Gianfreda: basta litigi [b. mart.] • BARI.«Dopo avere inutilmente messo le mani nelle tasche dei pugliesi per due anni con l’au - mento di Irpef, Irap, accisa sulla benzina, tassa sul gas metano e tassa sul conferimento dei rifiuti in discarica, solo per finanziare clientele, sprechi e sperperi pre elettorali, i sepolcri imbiancati Vendola e Pelillo ora accusano il Governo nazionale di ‘impor re’ l’aumento di tasse regionali alla Puglia per finanziare il Piano di rientro dal deficit». È l’accusa che lancia il capogruppo del Pdl Ro c c o Pa l e s e, seguìto da molti consiglieri di centrodestra che attaccano la giunta per la stagione di «lacrime e sangue» che inaugura il piano di rientro. «Dopo l’annuncio delle draconiane misure economiche nella sanità, l’ac - coppiata Vendola-Pelillo si appresta a rimettere le mani nelle tasche dei cittadini e delle imprese - dice Mas - simo Cassano (Pdl) - aumentando a loro danno le addizionali regionali che per tre anni hanno pesato sui bilanci familiari ed aziendali. Se si eccettua il periodo elettorale, la passata legislatura è stata caratterizzata da un inaspri mento fiscale straordinario targato Vendola». «La ragioneria della Regione è totalmente bloccata - dice Giandiego Gatta (Pdl) - dalla formazione alle scuole paritarie, mentre trafelatamene ci si appresta a chiudere 19 Ospedali ed a tagliare 2200 posti-letto, nonché ad inasprire tickets e forse anche tasse, sotto l’incubo del non poter a breve nemmeno pagare gli stipendi agli operatori sanitari. Domandarsi se si può affidare una strategia di risanamento agli stessi soggetti che hanno determinato tale sfascio, o non hanno comunque saputo contrastarlo, è non soltanto legittimo, ma addirittura doveroso». Tutto per le «reiterate violazioni del Patto di stabilità del Governo-Vendola, causato da un buco nei conti sanitari di due miliardi di euro ma dei quali - attacca Maurizio Friolo (Pdl) - l’assessore al Bilancio ha avuto perfino l’impudenza di vantarsi. La Regione che abbiamo trovato è completamente diversa da quella sorta di paradiso per poeti che ci era stato descritto da Vendola e compagni: è un baraccone in stato pre-fallimentare, che non è in grado nemmeno di onorare i suoi impegni più elementari e solenni». «Se Pelillo dovesse malauguratamente continuare a fare l’assessore - aggiunge Domi Lanzillotta - i pugliesi ne pagherebbero all’in - finito le devastanti conseguenze. La Regione non è più in grado di emettere, per effetto delle violazioni, mandati di pagamento nemmeno in relazione ai fondi comunitari». Piccato anche Nino Mar mo, alle accuse del quale Pelillo aveva replicato: «di sbruffoni e di presuntuosi è lastricata la via dell’inferno in cui è stata gettata la Puglia. Con questi risultat Pelillo si permette perfino di fare il gradasso». Tuona Mim - mo Magistro (Psdi): «il governatore nasconde ai pugliesi che i tagli alla sanità non nascono dalla nuova manovra finanziaria di Tremonti, ma sono il frutto della sua gestione dissennata e dello sforamento per due anni consecutivi del patto di stabilità». I timori per i tagli nella sanità colpiscono anche la maggioranza. «Questi tagli rappresentano il vile tentativo del governo naziona le di scaricare le responsabilità delle “lacrime e sangue” sugli amministratori locali. Proprio per questo - dice la senatrice Teresa Bellanova - invito il governo regionale a non imitare il metodo del “ghe pensi mi”, ma ad aprirsi al confronto con cittadini ed Istituzioni locali sul piano di riqualificazione della spesa sanitaria». Si litiga, invece, in casa Idv. E dopo lo «strappo» tra il capogruppo Schiavone (che vuole difendere il piano) e il coordinatore del partito Zazzera (che ha attaccato i tagli e annunciato mobilitazioni), interviene il consigliere regionale Aurelio Gianfreda: «L’im - pressione che i cittadini ricavano dalle contrastanti dichiarazioni di Zazzera e Schiavone è di un partito in cui ognuno è legittimato ad esprimere posizioni personali in assoluta libertà. Non è così: lunedì ci sarà una direzione regionale e si chiederà all’assessore Fiore un incontro con l’Idv, così come più volte avvenuto con il Pd». |