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La Gazzetta del Mezzogiorno 16.07.2010 Bari, il nuovo Policlinico lunedì via libera ai tagli Via 35 reparti e 80 posti letto. Nascono 13 nuovi dipartimenti MASSIMILIANO SCAGLIARINI • BARI. Taglio netto di 35 reparti, 25 subito e 10 in un tempo che va dai 3 ai 15 mesi. Rimodulazione complessiva dei posti letto, con una lieve riduzione del totale (circa 80 su 1.447) e la nascita di 13 dipartimenti. Ma, soprattutto, un piano industriale che prevede il pareggio di bilancio entro un triennio. E' ambizioso il progetto del Policlinico di Bari, il più grande ospedale della Puglia, contenuto nella proposta di riorganizzazione che è anche il cuore del nuovo protocollo d'intesa con l'Università: lunedì, infatti, la facoltà di medicina dovrà esprimere un parere. Ma se i baroni si mettessero di traverso, la Regione andrebbe avanti con il suo piano di tagli che sarebbe ben più pesante. «Sviluppiamo eccellenze razionalizzando l'offerta - dice il direttore generale Vitangelo Dattoli -: nel prossimo triennio prevediamo di liberare risorse per dare migliori risposte all'utenza». Nei fatti, si tratta di tagliare i reparti e i servizi duplicati. Qualche esempio: il Policlinico ha oggi 32 posti letto di dermatologia, che sarebbero sufficienti al fabbisogno dell'intera Puglia e che scenderanno a 20, quattro unità operative di ostetricia e ginecologia (diventeranno due), due unità operative di medicina dello sport, una ospe daliera e una universitaria. Ma ci sono anche i 10 reparti come pediatria che hanno due primari (uno ospedaliero e uno universitario), situazione transitoria che sarà risolta quando uno dei due andrà in pensione: accadrà anche in altre nove unità operative di allergologia e immunologia, anatomia patologica, chirurgia pediatrica universitaria, dermatologia e venereologia, medicina interna universitaria Frugoni, nefrologia, otorinolaringoiatria, pediatria, psichiatria. Ogni unità operativa chiusa significa un primario in meno, mentre il personale sarà ridistribuito e utilizzato per una migliore efficienza complessiva. Del resto quello del personale per il Policlinico è un problema serio: con 4.793 dipendenti e 1.550 posti letto, il più grande ospedale pubblico pugliese e il secondo del Mezzogiorno ha un rapporto posti dipendenti/posti letto di tre a uno, uno dei più alti d'Italia, quando il Gemelli di Roma, che ha più o meno le stesse dimensioni, ha 3.500 dipendenti per 1.900 posti letto.0 Con la rimodulazione delle risorse sarà possibile far partire (tra l'altro) la nuova radioterapia, che avrà a disposizione la Pet, ma anche una serie di servizi innovativi che riguardano il pediatrico Giovanni XXIII (oncoematologia, cardiologia e rianimazione). L'avvio della dipartimentalizzazione (la creazione di 13 macro-reparti che ingloberanno le attuali unità operative) servirà a far diminuire ulteriormente il numero dei primariati: si partirà con i dipartimenti Cardiotoracico, Neuroscienze, Medicina Interna, specialistica e trapianti, Medicina e immunologia, Chirurgia generale e trapianti, Emergenza, Anestesia e rianimazione, Organi di senso e scienze motorie, Materno infantile, Pediatria generale e specialistica (Giovanni XXIII), Chirurgia pediatrica (Giovanni XXIII), Diagnostica morfologica, Bioimmagini. Una suddivisione sperimentale, che dovrà essere confermata nel confronto con l'Università. Il rapporto tra medici ospedalieri e universitari è, del resto, l'altro grande tema di confronto. Proprio gli universitari sono chiamati ai sacrifici maggiori. I dipendenti universitari sono il 10% del totale, tra cui circa 300 medici e tra loro la gran parte svolge funzioni elevate. Il tavolo di confronto per la revisione del protocollo che regola i rapporti tra Università e Regione è rimasto bloccato a lungo sul tema delle indennità da riconoscere a chi svolge anche attività didattica. Ora, però, non è più tempo di polemiche: la Regione ha già fatto sapere alla facoltà di Medicina che è pronta a intervenire d'ufficio con tagli ancora più dolorosi. |