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La Gazzetta del Mezzogiorno 16.07.2010 Stretta alle spese e ticket ecco il nuovo piano Fiore E Pelillo modifica l’assestamento di Bilancio: non ci sarà l’aumento tasse BEPI MARTELLOTTA • Il presidente della Puglia Vendola «probabilmente sarà ascoltato nella prossima settimana dalla Commissione d’inchiesta sulla Sanità del Senato» nell’ambito delle audizioni in corso per esaminare la situazione in Puglia. A renderlo noto è la senatrice Adriana Poli Bortone (Io Sud), sottolineando che «elementi molto interessanti sono emersi dall’audizione del Procuratore della Corte dei Conti davanti alla Commissione, che ci consentiranno di approfondire le problematiche del sistema sanitario pugliese dal 2000 ad oggi, soprattutto per quanto riguarda le consulenze, gli appalti di servizi, l'accreditamento. Il fatto poi che il procuratore non abbia rilevato forme differenti di gestione tra il 2000-2005 e il lasso di tempo che va dal 2005 al 2010, fa emergere un altro dato interessante: c'è qualcosa che non funziona nel sistema sanitario e questo qualcosa deve essere esaminato prima del taglio di 2200 posti nella sanità pubbl i c a » . Appello a non tagliare indiscriminatamente posti letto in Puglia arriva, intanto, dall’Udc: «Nessuna decisione affrettata. L’assessore Fiore, di cui conosciamo la sensibilità, venga a visitare l’ospedale di Poggiardo - dice il capogruppo dei centristi in Consiglio, Salvatore Negro - per toccare con mano l’af fidabilità e la solidità di questo nosocomio che al contrario di altre strutture può vantare un bilancio in attivo e un servizio efficiente al territorio. Ferma restando la linea di equilibrio e di dialogo con il governo regionale che caratterizza la nostra opposizione, resta difficile da spiegare ai cittadini come mai si è speso un milione di euro per realizzare due nuove sale operatorie che devono essere abbandonate o smantellate prima di entrare in funzione e come mai si sono spesi 5 milioni di euro per ristrutturare un ospedale destinato a restare chiuso». • BARI. Tutto è già nelle mani dei tecnici del ministero della Salute e il cerchio ora, per quanto riguarda la Regione, è davvero chiuso. Il piano di rientro da 450 milioni, rivisto e corretto dall’assessore alla Salute To m m a s o Fiore - onde evitare alla Puglia la «sanzione» di 500 milioni sul riparto del Fondo sanitario nazionale - è stato modificato, lasciando inalterati i saldi e gli assi portanti della manovra, e riconsegnato al governo. Parallelamente, l’assessore al Bilancio Michele Pelillo ha individuato le coperture delle spese per il triennio 2010-2012, onde riallinearle agli effetti benefici attesi dalla manovra. E le coperture, spiega, «mi consentono di evitare il ripristino delle addizionali Irpef e Irba (l’accisa sulla benzina)». In pratica, se le misure sanitarie previste dal piano di rientro saranno accolte, le coperture individuate dalla Regione per le spese dal Bilancio autonomo eviteranno l’aumento delle tasse. Così oggi, mentre il piano Fiore sarà sotto la lente del governo, le variazioni all’assestamento di Bilancio di Pelillo saranno esaminate dalla commissione Bilancio del consiglio regionale. Misure, queste, che individuano la copertura dei 334 milioni di spesa del 2010, dei 225 previsti nel 2011 e dei 116 milioni del 2012 in parte grazie alla compressione delle spese - già attuata dalla Regione per osservare il Patto di stabilità -, in parte dagli avanzi di amministrazione, in parte dagli incassi Irap e dal gettito dell’Iva sono sanitaria. Quanto al piano di rientro sanitario, che se approvato consentirà alla Regione di pagare gli stipendi di medici, infermieri e personale ausiliario nei prossimi mesi, diverse novità vengono apportate nell’ambito delle misure previste. Vediamole. POSTI LETTO - Saranno 2.200 i posti letto da tagliare tra il 2010 e il 2012. In tal modo la Puglia ottempererà alla riduzione del rapporto tra posti letto e abitanti, abbassando tale criterio da 4 a 3,05 posti ogni mille. In pratica, ora in Puglia ci sono 215 ricoveri ogni mille abitanti, mentre bisognerà portarli a quota 170. Dei 2.200 letti, oltre 1.400 saranno tagliati quest’anno (1.224 per acuti e 197 per post-acuti) e saranno tutti di strutture pubbliche: in tal modo sarà possibile riconvertire il personale (nel privato, scatterebbe la minaccia delle cassintegrazioni). I restanti 800 posti saranno tagliati entro il 2012: 370 saranno ancora nel pubblico, altri 300 nelle cliniche privato e 130 nelle strutture ecclesiastiche convenzionate. RIORDINO OSPEDALI - In totale 18 strutture verranno riconvertite. Foggia: Torre Maggiore, S. Marco in Lamis, Monte S. Angelo; Bari:, Spinazzola, Ruvo, Bitonto, San teramo, Grumo, Rutigliano, Noci; B at : Minervino Murge Lecce: S. Cesario, Maglie, Gagliano del Capo, Poggiardo; Brindisi: Cisternino; Tar anto: Mottola e Massafra. I RISPARMI -Dal riordino della rete si prevedono oltre 138 milioni nel triennio (nel 2010 14,5 milioni di risparmi, 55,9 milioni nel 2011 e 68,3 milioni nel 2012). Nei piccoli ospedali ogni posto letto ha una spesa che oscilla tra i 220mila e i 290mila euro l’anno, a fronte di un costo medio nei grandi ospedali inferiore ai 200mila euro. La media italiana è di 210mila euro e la Puglia discosta dalle regioni più «virtuose» con una media tra i 24mila e i 50mila euro in più di spesa. BLOCCO ASSUNZIONI -Il costo del posto letto è composto per il 70% da spese per il personale e risparmi sono previsti anche su questo capitolo tramite il blocco del turn-over in una misura pari all’80% già a partire dal 2010. FA R M ACI - La stretta sulla farmaceutica consentirà risparmi complessivi per 70,6 milioni nel 2011 e 83,9 milioni nel 2012. Si punterà a perfezionare le prescrizioni (12,5 milioni) e a incentivare l’uso dei farmaci non «griffati» (equivalenti), con un risparmio di 16,5 milioni nel triennio. L’obiettivo è ridurre la quantità di ricette (ben 5 milioni in più rispetto alle 40 milioni annue previste in Puglia) anche con l’assegnazione di un budget, un tetto massimo di spesa, a carico dei medici di base e dei pediatri di libera scelta (-13,8 milioni nel triennio). I TICKET-Verrà apposto il ticket di 1 euro su ogni ricetta (80 milioni), con l’esclusione di pazienti affetti da patologie croniche. Ma allo studio della Regione c’è anche la revisione delle esenzioni per fasce di reddito, che dovrebbe comportare risparmi per 36 milioni nel triennio. Nel 2011, in pratica, potrebbe essere tassata la fascia dei 29mila euro annui oggi esente, riducendo la soglia di reddito per l’esenzione, o potrebbe essere adottato il quoziente Ise (indicatore della situazione economica). CLINICHE PRIVATE - Saranno rivisti gli accordi contrattuali della Regione con i privati: i risparmi attesi dalla revisione dei rimborsi ammontano a 81,9 milioni. SPESE ASL -La riduzione della mobilità passiva (7,5 milioni) e la riduzione dei ricoveri inappropriati (10 milioni) negli ospedali saranno accompagnati dalla centralizzazione degli acquisiti di beni e servizi (24,4 milioni di risparmi) e dalla riduzione dei costi interni alle Asl (14 milioni). |