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La Gazzetta del Mezzogiorno 15.07.2010 Fiore pronto alle correzioni ma si rischiano nuove tasse Accolte le richieste del Pd. Possibili aumenti Irpef e benzina, Pelillo al lavoro BEPI MARTELLOTTA • BARI. Si lavora di taglio e cucito per gli ultimi ritocchi al piano di rientro sanitario che, entro domani, l’assessore Tommaso Fiore conta di riconsegnare ai tecnici del ministero sulla base dei correttivi indicati dal governo. Restano in piedi i saldi (450 milioni da reperire) e gli assi portanti del piano (riduzione dei posti letto, riconversione degli ospedali, blocco delle assunzioni e riduzione della spesa farmaceutica), ma si proverà a rimodulare le simulazioni di entrate previste, giudicate dal governo - nel caso della farmaceutica - troppo ottimistiche. Parallelamente, l’asses - sore ieri ha avviato la concertazione con parti sociali e maggioranza, dopo i mal di pancia emersi sui tagli prospettati dal governo Vendola. Ieri una delegazione del Pd (il capogruppo Antonio Decaro, il segretario regionale Ser - gio Blasi, il vicepresidente Antonio Manigl i o e il presidente della commissione Sanità Dino Marino) ha ottenuto un’apertura dall’as - sessore ad avviare la concertazione nei territori, coinvolgendo sindaci e amministratori del centrosinistra nelle migliorie - fermi restando i saldi sollecitati dal governo - da apportare al piano. Il timore della «rivolta sociale» in alcuni comuni, che si vedranno depotenziare l’ospedale senza conoscere quale alternativa di servizi sanitari viene offerta, è dietro l’angolo. «Abbiamo chiesto e ottenuto - spiega Decaro - che il progetto di riconversione delle strutture parta subito, in concomitanza con il taglio dei 1.400 posti letto previsti entro l’anno». Non solo, il Pd ha sollecitato Fiore a «dare impulso all’osservatorio sui prezzi per la centralizzazione degli acquisti da parte delle Asl» e ha chiesto maglie più strette sulle prescrizioni, nell’ambito di «una riorganizzazione della diagnostica specialistica». In pratica, ai medici di base non verrà solo imposto un budget di spesa - con la parallela «tagliola» di 1 euro su ogni ricetta onde disicentivare il ricorso ai farmaci e far decollare il ricorso agli equivalenti - ma anche un maggior rigore nelle prescrizioni di esami. Quanto al passaggio consiliare, che il governatore Nichi Vendola ritiene non indispensabile onde non compromettere gli assi portanti del piano - martedì ci sarà il primo passaggio in commissione e, qualora ci saranno modifiche sostanziali al Piano sanitario regionale (che il governo ritiene di rispettare in questa manovra di rientro), «il passaggio in Aula sarà inevitabile». Al lavoro anche l’assessore al Bilancio Mi - chele Pelillo: non solo non si esclude il ricorso ai fondi del Bilancio autonomo della Regione - visto che le misure sono giudicate insufficienti - ma dal governo sarebbe arrivata la sollecitazione a ripristinare le addizionali (Irpef e accisa benzina) che la giunta Vendola aveva abrogato. «Sto rimettendo mano all’assesta - mento di Bilancio che avevamo messo a punto - dice Pelillo - e farò di tutto per scongiurare quella prospettiva. Il problema è che, a fronte di una copertura che noi avevamo e viene de pennata con la sanzione sul Patto di stabilità, si alza l’asticella delle difficoltà sempre più in alto: ci si chiede di far fronte a presunti deficit anche sul 2010». Al vaglio dell’assessore anche la revisione delle fasce di reddito (29mila euro) in esenzione: l’ipotesi è di adottare il criterio dell’Isee (Indicatore della situazione economica) per riequilibrare la partita della «tassazione» sanitaria. Sul fronte occupazionale, nonostante il blocco del turn-over per i dipendenti (che potrebbe essere irrobustito da Fiore anticipando al 2011 l’80% previsto alla fine del triennio di rientro), il consigliere Sel Arcan - gelo Sannicandro rimarca la strada delle internalizzazioni, spianata dalla sospensione decisa dal Consiglio di Stato sull’ordinanza Tar che aveva accolto un ricorso della ditta appaltatrice La Lucente s.p.a. contro l’af fidamento alla Sanitaservice dell’Asl di Foggia. Replica Nino Marmo (Pdl): «Vendola e compagni ci spieghino cosa faranno i lavoratori “inter nalizzati” in ospedali chiusi o senza posti-letto». |