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La Gazzetta del Mezzogiorno 14.07.2010

MONOPOLI UNA STORIA DI ORDINARIA BUROCRAZIA DESTINATA A FARE DISCUTERE

Assistenza domiciliare, 5 pazienti muoiono in attesa della classifica

Il servizio, aggiudicato a una coop brindisina, riguarderà 66 cittadini anziani o disabili

  EUSTACHIO CAZZORLA

     • MONOPOLI. Servizio assistenza domiciliare e assistenza domiciliare integrata, pubblicate le graduatorie ma nel frattempo fra rinunce (2) e decessi (5) in 7 vengono meno. Un servizio riservato a 66 cittadini monopolitani a seguito dell'aggiudicazione definitiva della gara d'appalto, per l'ambito Conversano, Monopoli, Polignano, alla cooperativa sociale «San Bernardo» di Latiano (Brindisi) dei servizi di assistenza domiciliare (Sad) e di assistenza domiciliare integrata (Adi).

   Intanto è appena terminato   l'iter burocratico di raccolta delle domande di accesso alle prestazioni individuate nell'avviso pubblico. Ma la burocrazia e il tempo necessario per la valutazione delle domande nel frattempo non hanno permesso a 3 anziani utenti e 2 di mezza età di usufruire del servizio. La causa? La si legge, laconica, sul modulo scaricabile da internet: «decesso».

   Alla scadenza del termine per la prima ricezione delle domande, l'assessorato ai Servizi sociali ha proceduto all'esame delle istanze e della documentazione allegata utile alla stesura della graduatoria dei cittadini, eventuali beneficiari dei servizi di assistenza.

   È risaputo che si tratta di anziani e malati spesso costretti a letto o su una sedia a rotelle, a volte anche e purtroppo terminali. Malati per i quali il tempo è preziosissimo.

   Sulla questione l'assessore ai   Servizi sociali Giuseppe Campanelli fa chiarezza: «Noi garantiamo l'assistenza sociale, non certo l'assistenza sanitaria, che spetta alla Asl. Non viene ancora garantita l’assi - stenza sanitaria perché la Asl non ha ancora messo a disposizione il personale infermieristico, nonostante le promesse». Aggiunge: «L'Adi possiamo concretizzarla solo per la parte sociale, non per quella medico-infermieristica, e non per colpa nostra. Abbiamo anche ricevuto dal direttore generale della Asl, Nicola Pansini, tante promesse e rassicurazioni, anche con l'intervento del sindaco Emilio Romani, ma - rimarca Campanelli - non è successo nulla, quindi il servizio è a metà in quanto è espletata solo la parte dei Comuni per il servizio sociale, non quella sanitaria».

   Critiche legate ai 3 infermieri da dislocare alla parte sanitaria del servizio «che do   vrebbero destinare alla nostra città - prosegue Campanelli - e si continua a essere inadempienti da parte della Asl, quando poi effettuare un'assistenza sanitaria a casa dell'assistito costa molto molto meno di un ricovero in ospedale. Per non parlare poi - evidenzia l’asses - sore - dei risultati dal punto di vista terapeutico. I risultati che si ottengono nel curare un malato a casa sono notoriamente superiori a quelli che si ottengono in ospedale, il che significa risparmio ed efficienza». Oltre che umanità.

 

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