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Il Corriere del Mezzogiorno 14.07.2010 Surico (Pdl): «Ora nuovi ospedali così si possono chiudere i vecchi»«Vendola consulti i Comuni ed ascolti l’opposizione, solo così avrà la nostra collaborazione» BARI— «Il taglio ai posti letto è necessario. Ma la giunta procede alla cieca, senza programmazione. Non ha previsto alternative ai reparti che intende sopprimere. E ha perfino investito in strutture che adesso sono destinate alla chiusura. L’alternativa? Procedere con la costruzione di nuovi ospedali». Sono parole di Giammarco Surico (Pdl), oncologo, componente della commissione Sanità in consiglio regionale. Quale giudizio esprime sul Piano di rientro predisposto dalla giunta? «Sono molto perplesso. Penso che il governo abbia fatto bene a rispedire a Bari la proposta di Piano affinché la giunta apporti i correttivi necessari. È impensabile che si riesca ad ottenere i risparmi dichiarati sulla spesa farmaceutica con i pannicelli caldi immaginati dall’assessore Fiore». Non va bene indicare un budget alle ricette dei medici di famiglia? «Non mi sembra la strada giusta. Io avevo proposto un collegamento informatico tra farmacie ospedaliere, quelle territoriali e i medici di base. Solo così si riuscirebbe ad operare un controllo accurato e a ridurre le prescrizioni inappropriate. La società Exprivia ha vinto una gara da 50 milioni per l’informatizzazione, ma non si vedono particolari effetti. Fatta eccezione per un portale su cui non si possono neppure eseguire le prenotazioni on-line». Cosa pensa del taglio di 2.200 posti letto? «La riduzione, da sola, è un mero esercizio contabile e ragionieristico». L’alternativa quale sarebbe? «Accompagnare il taglio con la garanzia di attivare sul territorio servizi sostitutivi. In secondo luogo va data attuazione al Piano regionale della salute. Nel testo è indicato chiaramente che la chiusura dei piccoli ospedali deve avvenire contestualmente alla messa in esercicio di nuovi ospedali». Con quali risorse? «Con il project financing, ossia con l’intervento dei privati. Lo scopo è di realizzare strutture nuove, medio-grandi, sviluppate in verticale, efficienti». Sono superflui i tagli ipotizzati dalla giunta? «No, i tagli sono necessari. Del resto, una rimodulazione e una diminuzione dei posti letto era stata prevista, opportunamente, dalla giunta Fitto: era indispensabile e andava fatta. Ora Vendola parla come Fitto otto anni fa. Solo che il tempo sembra trascorso invano». A che cosa si riferisce? «Nei cinque anni dell’amministrazione Vendola non si è provveduto per nulla alla riorganizzazione. Un esempio: si è investito in sale operatorie e nuovi apparecchi in ospedali come Poggiardo oMassafra, strutture oggi destinate a scomparire». Vendola dice: Fitto poteva programmare, io obbedisco solo agli ordini del governo. «Gli ordini del governo sono conseguenza del fatto che la sua giunta è stata incapace di gestire il sistema, in generale, e il comparto sanitario, in particolare. In sanità va valorizzato ciò che produce qualità, è inutile e dannoso disperdere la spesa in piccoli rivoli improduttivi. Per questo si deve investire in ospedali medio grandi, mentre Vendola garantiva la sopravvivenza ai piccoli». Il Pdl esprime giudizi aspri, ma non soffia sul fuoco. È giusta tale osservazione? «Vorremmo mantenere un atteggiamento di equilibrio. Ma Vendola deve ascoltare i Comuni (sebbene gli ospedali individuati non possano sopravvivere) e soprattutto deve venire in Aula. I posti letto sono fissati dal Piano della salute, approvato con legge. Se quei numeri cambiano si deve tornare in Consiglio e provvedere con legge. Vendola ci ascolti e avrà la nostra collaborazione». |