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Il Corriere della Sera  12.07.2010

Mediazione sugli anziani in auto Visite biennali per la patente

La misura riguarda gli over 80. Caduta l’idea della revoca

ROMA— Niente pensionamento forzato per raggiunti limiti d’età. Ma una esame più frequente per certificare che è tutto a posto, dalla vista ai riflessi. D’ora in avanti, passati gli 80, il controllo sarà obbligatorio ogni due anni e non più ogni tre come previsto oggi. È Mario Valducci (Pdl) a spiegare la mediazione sul caso del guidatori anziani «trovata con la collaborazione e l’accordo di tutti i gruppi parlamentari».

Era stato lo stesso presidente della commissione Trasporti della Camera a sollevare la questione, parlando di «una età limite oltre la quale non dovrebbe essere più possibile guidare». Ma il pensionamento forzato non ci sarà nella riforma del codice dello strada della quale proprio Valducci è relatore e che ormai si trova alle ultime curve del dibattito parlamentare. Sempre in attesa di una direttiva europea che — come ricorda Giordano Biserni, presidente dell’Associazione amici della polizia stradale — potrebbe graduare i divieti a seconda dei risultati della visita. E quindi proibire, a seconda dei casi, la guida in autostrada, di notte, oppure i lunghi viaggi, fuori dalla zona di residenza. Intanto Valducci annuncia che la commissione della Camera chiederà al governo di «fare in modo che i controlli siano più rigorosi, perché molto spesso le visite per i rinnovi sono fatte superficialmente».

Le nuove norme, salvo intoppi, dovrebbero entrare in vigore alla fine di luglio, prima del grande esodo estivo. Mercoledì il testo dovrebbe essere approvato dalla Camera, direttamente in commissione e senza passare per l’Aula. Poi tornerà di nuovo al Senato, dove dovrebbe essere varato senza spostare nemmeno un virgola in modo da procedere subito alla firma ed alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

«Dopo l’introduzione della patente a punti — dice Valducci — è la riforma più importante che l’Italia abbia visto in questo settore». Le novità più significative riguardano i giovani con il principio del «o bevi o guidi». Nei primi tre anni di patente, e quindi per tutti gli under 21, il livello massimo di alcol nel sangue non sarà più quello valido per tutti, 0,5 grammi per litro. Ma zero punto e basta, nemmeno un sorso di birra, nemmeno un bicchierino di vino. La stessa regola, non solo per tre anni ma sempre, vale anche per camionisti, tassisti e conducenti di autobus. È possibile che in futuro il principio dell’alcol zero venga esteso a tutti? «Non credo — spiega Valducci — anche perché speriamo che i primi tre anni senza alcol abbiano un valore educativo che durerà tutta la vita. Anche se è vero che il codice della strada resta un cantiere aperto e va sempre aggiornato».

Oltre al foglio rosa anticipato a 17 anni ed alle norme più severe sulle minicar, ci sono novità importanti per chi al volante si sente un tartassato: le multe dovranno essere notificate in tempi più rapidi (90 giorni contro i 150 di oggi), mentre chi ha un reddito basso le potrà pagare a rate. Gli autovelox non potranno essere più piazzati «a tradimento», subito dopo una riduzione del limite di velocità, ma almeno un chilometro dopo il nuovo cartello. Non solo. Perché non tutto l’incasso andrà ai Comuni, spesso tentati dal piazzare gli autovelox solo per far cassa, ed in più i sindaci dovranno usare tutta la loro quota per la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade. Come dice Valducci, «vogliamo evitare che gli automobilisti si sentano trattati come un bancomat». Non sono passate, invece, alcune delle norme che più avevano fatto discutere in questi mesi, come i 150 km orari in autostrada, il divieto di fumo, il casco in bicicletta, e la patente speciale per le auto blu.

 

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