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Il Corriere della Sera 11.07.2010

Dove fare la dialisi in vacanza

In alcune regioni sono stati potenziati i servizi per l’estate

Una vacanza da dializzati rischia spesso di diventare una non-vacanza: giornate e autonomia sono scandite e condizionate da una macchina che depura il sangue. E se la dialisi è peritoneale, e viene quindi gestita dal paziente e dai familiari, occorre superare la paura psicologica di spostarsi da casa ed eventuali, ulteriori, difficoltà di gestione.

L’Italia, secondo l’Associazione nazionale dializzati, non si rivela molto «amichevole» con chi ha i reni che non funzionano. «Trovare un posto dialisi nel luogo e per il periodo che si vorrebbe — spiega Anna Maria Bernasconi, presidente di Aned — richiede una prenotazione per tempo, tantissima collaborazione da parte di chi opera nei centri dialisi e un pizzico di fortuna».

Anche quest’anno, l’Associazione ha inviato una lettera-appello agli assessori regionali alla Sanità, chiedendo di sostenere i dializzati dal punto di vista organizzativo. Risultato? «Accanto a risposte molto positive e propositive di alcune Regioni, sono frequenti le segnalazioni di indisponibilità di posti anche per centri che negli scorsi anni avevano ospitato i dializzati in vacanza», risponde Bernasconi. A sfavore dei dializzati «in trasferta» giocano le carenze gravissime di personale e l’aumento degli anziani nei centri dialisi, dove è sempre più difficile trovare posti liberi.

Eppure esistono anche esempi «virtuosi». Le Marche hanno approvato per il secondo anno un progetto di potenziamento dei servizi per la dialisi rivolti ai turisti. Ci sono riusciti attraverso un sistema di incentivi al personale dei centri dialisi vicini alle località balneari. Da giugno a settembre 2009, sono state effettuate oltre 3 mila prestazioni (1.200 notturne) per 244 turisti. Anche la provincia di Lecce ha ampliato l’attività di assistenza ai dializzati in vacanza, sempre con incentivi al personale. In Emilia Romagna, invece, è stato attivato uno sportello dedicato; ad Aosta hanno aggiunto un turno serale.

Sul fronte dei medici, la Società italiana di nefrologia ha attivato un’iniziativa importante. «Stiamo modernizzando il sito Internet — racconta Alessandro Balducci, segretario nazionale —. Abbiamo chiesto ai nostri associati di segnalarci la disponibilità di posti dialisi e di personale e abbiamo creato un servizio per l’estate». Basta entrare nel sito www.sin-italy.org e cliccare sul collegamento in basso, a destra, nella pagina principale, che si chiama appunto «Programma dialisi vacanze». All’interno si trova l’elenco di tutti i Centri dialisi (pubblici, privati convenzionati e non) che aderiscono al programma e un medico referente. Con un’avvertenza. Nel centro pubblico o convenzionato, il paziente non paga nulla. In quello privato «puro» invece deve anticipare la cifra che verrà però rimborsata dalla Asl di appartenenza (la tariffa ambulatoriale varia dai 170 ai 180 euro). Insomma, qualcosa si muove. E i pazienti dializzati «osano» anche con il camper, come dimostrano gli associati Aned di Castelfranco Veneto: grazie alla disponibilità del centro dialisi dell’ospedale organizzano da due anni una vacanza-raduno.

 

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