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Il Corriere
della Sera 31.12.2006
Medicina I
progressi diagnostici e terapeutici che potranno concretizzarsi, secondo gli
esperti, il prossimo anno
2007: i dieci
passi avanti di salute
Nuovi vaccini,
insulina spray. E la «famigerata» talidomide
1 Entra finalmente in commercio il primo vaccino
anticancro. Si tratta del Gardasil, che insieme con il Cervarix protegge contro
i virus 16 e 18 del papilloma, responsabili di più della metà dei tumori della
cervice uterina. Nonostante la diffusione del Pap Test abbia ridotto l'impatto
sanitario del cancro cervicale, nel nostro paese le donne che ogni anno
apprendono di avere un tumore del collo dell'utero sono 3.500, e circa 1.800 i
decessi. «L'approvazione di questo vaccino è un'ottima notizia per le donne, che
così avranno una protezione, anche se non totale, per questo tumore», spiega
Silvia Franceschi, responsabile del gruppo Infezioni e cancro dell' Agenzia
internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione. «I vaccini che stanno
entrando in commercio ora proteggono per percentuali superiori al 90% contro le
forme più pericolose del virus». Trattandosi di prodotti nuovi, non si sa ancora
quanto duri la protezione del vaccino, che per ora si mostra efficace per almeno
4 anni. Infine: chi vaccinare? Secondo alcuni solo coloro che non hanno rapporti
sessuali stabili e che quindi hanno maggiore probabilità di contrarre
l'infezione trasmissibile solo per via sessuale. Secondo la Franceschi, tutti, a
partire dalle ragazzine che non hanno ancora avuto rapporti.
2 Un'altalena
di entusiasmi e delusioni caratterizza gli
anticorpi monoclonali contro le varie forme di tumore, che promettono di essere
più efficaci e selettivi della chemioterapia.
«In realtà molti di queste molecole alla prova
dei fatti hanno deluso» afferma il primario di oncologia dell'ospedale di
Casarano e presidente della Lega tumori della provincia di Lecce, Giuseppe
Serravezza. «L'anticorpo monoclonale che in questi anni ha fatto veramente la
differenza è il trastuzumab, per la cura del tumore al seno nelle donne che
esprimono il recettore HER-2». I risultati sono stati talmente significativi da
convincere il mese scorso il Ministero della salute a estendere le indicazioni
alle donne anche non in metastasi, come adiuvante dopo la chemioterapia.
La speranza per il 2007 si chiama dasatinib, un anticorpo monoclonale che in una
sperimentazione appena conclusa ha mostrato di essere efficace per la leucemia
cronica nei pazienti resistenti al glivec (imatinib).
3 Chi
l'avrebbe detto che un farmaco screditato come la
talidomide, un tempo prescritto come antinausea per la gravide e poi ritirato
dal commercio negli anni sessanta perché teratogeno, tornasse alla ribalta come
antitumorale? Da alcuni anni si è infatti rivelato decisivo nella lotta contro
il mieloma multiplo, un tumore dei linfociti B. Un derivato della talidomide, la
lenalinomide, è stato sperimentato con successo dall'équipe di Antonio Palumbo,
delle Molinette di Torino, che spiega:«Questo farmaco immunomodulatore, insieme
con la chemioterapia, ha la stessa efficacia del trapianto autologo di midollo,
ma è meno tossico». L'anno prossimo dovrebbe essere registrato anche in Europa.
4 Gli anticorpi monoclonali, nati in campo oncologico, possono avere
altri impieghi. E' il caso del Ranibizumab, che iniettato in pazienti affetti da
degenerazione maculare senile, sembra aver arrestato la malattia. Il farmaco è
in grado di bloccare il fattore di crescita endoteliale, responsabile della
formazione dei nuovi vasi sanguigni che stanno alla base di alcune forme di
degenerazione maculare. La recente sperimentazione è stata accolta con molto
interesse dagli oftalmologi alle prese con le malattie della macula, sempre più
diffuse a causa dell'invecchiamento della popolazione. «Lo studio ha mostrato
che, dopo un anno di terapia, il 95% dei pazienti non progredisce nella malattia
e il 40% ha un miglioramento della visione», spiega Felice Cardillo Piccolino,
presidente della Fondazione per la Macula e docente all'Università di Torino. Il
ranibizumab è già stato approvato con questa indicazione negli Stati uniti, ma
non ancora in Europa. Cosa che avverrà nel corso del prossimo anno.
5 Per i diabetici la recente commercializzazione dell'insulina inalabile
è stata la novità più annunciata del 2006, ma non la più rilevante. In autunno è
stato reso noto il risultato di una sperimentazione internazionale, in cui a 36
pazienti con diabete instabile sono state trapiantate isole pancreatiche
responsabili della sintesi di insulina, prelevate da donatori deceduti. A due
anni dal trapianto, un terzo dei pazienti non usavano più insulina. «Un
risultato promettente per guarire dal diabete», spiega l'endocrinologo Allen
Spiegel, dell'Albert Einstein College of Medicine di New York.
«Resta da capire come stimolare la crescita e la rigenerazione delle cellule-
beta trapiantate, in modo da rendere permanente la liberazione dall'insulina. In
questo ci possono aiutare gli studi sulle cellule staminali embrionali, che in
un recente esperimento di quest'anno sono state fatte evolvere in cellule
endocrine capaci di produrre questo ormone. Bisogna sperare che la ricerca sulle
embrionali non venga ostacolata, perché per il diabete è di vitale importanza».
6 Staminali alla riscossa in una ricerca italo-francese promettente per
la cura della distrofia di Duchenne. Il gruppo di Giulio Cossu, del San Raffaele
di Milano, ha iniettato con successo staminali che popolano le pareti dei vasi
sanguigni (mesangioblasti) in cani affetti dalla distrofia. Quasi tutti gli
animali hanno avuto un miglioramento significativo nella forza muscolare e in
due casi c'è stato un recupero completo dei movimenti. «Segno che i
mesangioblasti una volta iniettati, hanno viaggiato nel sangue fino a
raggiungere i muscoli sintetizzando la proteina che manca nei malati, la
distrofina», spiega Cossu. Fra il 2007 e il 2008 la sperimentazione sull'uomo.
7 Chi li ha provati non se li dimentica. Sono i dolori provocati dal
fuoco di Sant'Antonio, di cui è responsabile l'infezione da Herpes zoster. La
buona notizia è che dall'anno prossimo potrebbe essere disponibile anche in
Italia un vaccino contro il virus, soprattutto per la popolazione anziana.
«Negli anziani il fuoco di Sant'Antonio è più frequente e dà luogo ai fastidiosi
strascichi della nevralgia post-erpetica», spiega il dermatologo degli Ospedali
Riuniti di Bergamo Luigi Naldi. Il vaccino, che si è dimostrato in grado di
ridurre del 50% i casi di fuoco di Sant'Antonio e del 66% la nevralgia, per ora
è stato approvato negli Stati uniti a metà del 2006.
8 Benché trasformata in malattia cronica, l'infezione da HIV continua a
fare vittime anche in Italia dove colpisce circa 3.500 persone all'anno. Come
fare a scendere sotto questo limite apparentemente invalicabile? Il noto
infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano Mauro Moroni propone di sottoporre
una serie di categorie a rischio (dalle donne in gravidanza a chi soffre di
epatiti o di malattie polmonari) a test dell'HIV. Ma per vincere le resistenze a
sottoporsi all'esame, oltre alla garanzia dell'anonimato, molti virologi
consigliano di adottare il test della saliva ultrarapido, di prossima
distribuzione anche in Italia.
9 Il morbo di Alzheimer non si arrende ai farmaci. Perché allora non
provare con le onde magnetiche? E' quello che hanno fatto i ricercatori del
Centro S. Giovanni di Dio e dell'Università di Brescia, insieme con il San
Raffaele di Milano e il Campus Biomedico di Roma. Sottoposti a stimolazione
magnetica del cervello, i 15 malati hanno ritrovato la capacità di usare certe
parole per indicare cose e azioni. Nuove ricerche cercheranno di comprendere
quali altre aree del cervello stimolare per migliorare i sintomi.
10 Le corsie ospedaliere negli Stati Uniti ne sono impestate, ma anche i
nosocomi italiani non scherzano: lo stafilococco aureo resistente alla
meticillina e ad altri antibiotici sta dando filo da torcere alle autorità
sanitarie. «Questo batterio che colonizza la pelle può provocare pericolose
setticemie» spiega Luigi Naldi, dermatologo degli Ospedali Riuniti di Bergamo.
Per cercare di contrastare questa epidemia ospedaliera, l'Università di Chicago
ha messo in cantiere una ricerca volta a ottenere un vaccino protettivo contro
il batterio.
Si dice che i vaccini siano l'anello debole dell'industria farmaceutica. Da
decenni, ormai, si tenta inutilmente di metterne a punto uno contro l'infezione
da HIV, mentre il 2006 ha visto partire decine di progetti di vaccini contro
un'eventuale pandemia influenzale, senza tuttavia conseguire risultati ancora
definitivi. Eppure, il 2007 si prospetta come l'anno in cui entreranno sul
mercato vaccini strategici, come quello contro il tumore alla cervice uterina.
Ma il 2007, secondo gli esperti intervistati dal Corriere, è anche l'anno in cui
si tireranno bilanci importanti, come il ruolo degli anticorpi monoclonali per
la lotta ai tumori, o come la riabilitazione della talidomide, bandita dal
commercio perché provocava focomelia nei neonati e che ora, in una versione più
sicura e potente, ottiene buoni risultati nella cura del mieloma. Si muovono
ancora al rallentatore, invece, le terapie geniche e le cure a base di cellule
staminali, che l'anno prossimo potrebbero però riservare i primi risultati
concreti. Ma queste intanto sono le più importanti novità che, a quanto si può
prevedere oggi, vedranno la luce o si affermeranno il prossimo anno. |