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Repubblica Bari: 02/01/2005 La Regione ha allargato il regime delle esenzioni. Diminuisce il numero dei ricoverati. Le cifre dell´Ares Parte la rivoluzione dei ticket Salgono a novecentomila i pugliesi che non pagano Sono allo studio anche misure incentivanti per le prescrizioni di farmaci generici Negli ultimi due anni il tasso dei ricoveri si è ridotto dell´11 per cento PIERO RICCI Occhio ai ticket per chi deve
recarsi in farmacia: da ieri, nel regime della compartecipazione alla spesa
farmaceutica da parte dei pugliesi, scattano le novità elaborate dalla giunta
regionale il 19 novembre scorso. Il ticket non è dovuto, inoltre, sui farmaci correlati alla patologia se si appartiene a una famiglia con reddito annuo fino a 16mila euro (ai quali si aggiungono 750 euro per ogni figlio a carico fino a un massimo di 2250 euro), se si è portatore di una patologia neoplastica, se si è stati danneggiati da una vaccinazione obbligatoria o da una trasfusione, se si è donatori di organi o se si si affetti da malattie rare, croniche o invalidanti come ipertensione, epatite, sclerosi multipla, aritmia cardiaca, epilessia, asma, insufficienza cardiaca o renale o respiratoria, diabete mellito, morbo di Parkinson, cirrosi epatica o biliare, demenza, colite ulcerosa o Aids. Il ticket pugliese del 2005, invece, si fa più leggero per chi fa parte di una famiglia con reddito annuo non superiore ai 12500 euro (ai quali si aggiungono 750 euro per ogni figlio a carico e fino a un massimo di re figli) e per chi ha superato i 65 anni ed ha un reddito familiare fino a 24mila euro annui. In questi due casi si pagherà, d´ora in poi, un euro per ogni pezzo fino ad un massimo di tre per ricetta e 50 centesimi di euro per gli altri farmaci pluriprescrivibili. Il ticket non si pagherà più sui farmaci analgesici oppiacei utilizzati nella terapia del dolore severo, sui farmaci ricompresi nei protocolli di terapia immunosppressiva per i trapiantati, sulla deferoxamina nel trattamento della talassemia e sulle preparazioni galeniche magistrali e officinali utilizzate nella terapia del dolore di natura neoplastica. Continueranno a pagare due euro
a pezzo e fino a un massimo di 5,50 per tutti gli altri, i soggetti che non
rientrano nelle categorie precedenti e non sono esentati dalla compartecipazione
alla spesa farmaceutica. Con il nuovo regime si calcola che tra esenti totali e parziali, un milione e mezzo di pugliesi, pari al 37 per cento della popolazione, avrà beneficio dai nuovi ticket. Ma non è stata una decisione presa a cuor leggero, dall´esecutivo di centrodestra che governa la Regione Puglia. Il pressing dei sindacati è stato costante negli ultimi mesi ed anche quando ci si è decisi a ritoccare i ticket per allargare la platea delle esenzioni, non tutti hanno condiviso la scelta, come la Cgil. Ed anche la Cisl, dopo aver attentamente letto la delibera, si è detta soddisfatta, compatibilmente con la situazione della spesa farmaceutica pugliese. All´Ares e all´assessorato alla sanità, infatti, si sono mossi con estrema prudenza. In Puglia, la spesa farmaceutica supera il tetto del 13 per cento della spesa complessiva e sarebbe bastato questo per sbattere la porta in faccia ai sindacati. Se si è preferita la strada del dialogo, senza dover essere di manica larga (ad esempio abolendo il ticket per tutti), lo si deve allo sconto aggiuntivo del 4,12% previsto dalla revisione del prontuario farmaceutico. E pur di dare un segnale politico chiaro, alla vigilia della campagna elettorale, la giunta, pur di non rivalersi sbrigativamente sulle tasche dei cittadini, ha promesso di rimboccarsi le maniche per realizzare diversamente le economie necessarie per tenere sotto controllo la spesa. In cantiere, infatti, ci sono sia la distribuzione diretta delle strutture sanitarie pubbliche sia accordi con il sistema distributivo. Sono allo studio anche misure incentivanti per i medici che prescriveranno i farmaci generici, più economici ma con gli stessi effetti di quelli griffati. Alla fine, ritoccare i ticket, è sembrato anche un atto dovuto: nell´economia generale della spesa sanitaria, negli ultimi due anni ci sono stati 100 mila ricoveri in meno e il tasso di ospedalizzazione si è ridotto dell´11%. |