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.Il Messaggero 17.12.2005

Il Lazio abolisce il ticket sui farmaci

Il presidente della Regione, Marrazzo, cancella la voce (45 milioni circa) dal bilancio 2006

Farmaci, nel Lazio ticket abolito

Dal primo gennaio non si pagherà più un euro sui medicinali prescritti

ROMA Dal 1° gennaio i cittadini del Lazio non pagheranno più il ticket sui farmaci. Lo ha deciso la giunta regionale varando la manovra di bilancio 2006 dell’ente: il documento economico non prevede più gli introiti - circa 50 milioni di euro annui - che arrivavano dalla riscossione del ticket. Fra quindici giorni, quindi, chi si presenterà con una ricetta firmata dal medico non dovrà più pagare un euro per acquistare i medicinali prescritti. «Lo avevamo promesso in campagna elettorale, e lo abbiamo mantenuto», dice il governatore Piero Marrazzo. Ma da An ribattono: «La giunta Storace aveva già esentato 6 cittadini su 10. Per il resto, il ticket serviva come deterrente contro l’accaparramento di farmaci».

di FABIO ROSSI

ROMA - Due settimane ancora e il ticket sui farmaci resterà soltanto un ricordo per i cittadini del Lazio. Dal 1° gennaio chi si presenterà in farmacia con una ricetta firmata dal medico non dovrà più pagare un euro, come succedeva negli ultimi anni, per acquistare i medicinali prescritti. Per mettere nero su bianco il provvedimento - una delle principali promesse fatte dal governatore Piero Marrazzo in campagna elettorale - si è attesa la stesura del bilancio 2006 della Regione Lazio.

Nel documento di programmazione economica, infatti, tra gli introiti previsti non compare più la voce riservata agli incassi del ticket farmaceutico, che quindi torna in soffitta. «Lo avevamo promesso e abbiamo mantenuto l’impegno», spiega Marrazzo illustrando la manovra regionale del 2006. Un bilancio all’insegna del contenimento delle spese, in cui l’assessore al bilancio Luigi Nieri conta di risparmiare 100 milioni di euro proprio dal costante controllo della spesa farmaceutica. Per il momento, però, la Regione ne incasserà una cinquantina in meno proprio a causa dell’abolizione del ticket.

Ma il governatore non teme uno sforamento dei conti. «Il nostro impegno - sottolinea Marrazzo - è quello di ridurre il disavanzo sanitario previsto per il 2006 a circa 400 milioni di euro, attraverso una sostanziale razionalizzazione delle diverse voci della spesa sanitaria». E ciò nonostante i vincoli che, secondo l’assessore Nieri, «arrivano dalla Finanziaria nazionale, che impone una riduzione del 3,8 per cento sulle spese complessive del 2004, e dal forte disavanzo sanitario ereditato dalla amministrazione, per la cui copertura dobbiamo impegnare in bilancio circa 150 milioni, da integrare nel corso dell’anno».

Dal centrodestra arriva una lettura dei fatti diametralmente opposta. «Avevamo già esentato dal ticket 6 cittadini su 10, tra anziani, malati cronici, disoccupati e altre categorie disagiate - ricorda Andrea Augello (An), assessore regionale al bilancio nella giunta guidata da Francesco Storace - L’euro da pagare serviva soprattutto come deterrente per evitare l’accaparramento dei farmaci: Abolendolo, si rischia un’impennata della spesa che va ben oltre i soldi (almeno 45 milioni) che la Regione non incasserà dai ticket». Se oggi la giunta può permettersi di varare questo provvedimento, aggiunge il coordinatore regionale di An, Francesco Aracri, «è la prova evidente che Marrazzo ha trovato una situazione, frutto di una passata gestione sana, che gli ha lasciato soldi nelle casse».

L’amministrazione regionale, intanto, ha trovato una soluzione per tamponare il debito di un miliardo e mezzo di euro nei confronti delle aziende private di forniture sanitarie: le banche rileveranno il credito dai privati, e la Regione lo rimborserà in dieci anni, con venti rate semestrali. 

 

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