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.LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 14.12.2005 california Iniezione letale. Schwarzenegger e la Corte suprema avevano negato la grazia
Un'agonia lunga 22 minuti SAN QUINTINONemmeno l'appoggio ideale di migliaia di manifestanti contro la pena capitale assiepati in strada, e un'opinione pubblica americana che va lentamente ma costantemente mutando atteggiamento nei confronti dell'estrema sanzione, hanno potuto fare più degli incessanti sforzi degli avvocati difensori per salvare la vita di Stanley «Tookie» Williams. Il 51enne ex gangster condannato a morte nell'81 per quattro omicidi che avrebbe commesso due anni prima, in occasione di due rapine, un uomo che, nei 24 anni trascorsi nel «braccio della morte», è diventato l'opposto di ciò che era stato, scrivendo libri educativi per l'infanzia, facendosi paladino della lotta alla criminalità giovanile, finendo addittura per essere candidato in tutto sei volte ai premi Nobel, per la Pace o per la Letteratura ha esalato ieri l'ultimo respiro dopo un'agonia durata 22 minuti. Poco dopo le 24 in California, Williams è stato giustiziato mediante iniezione letale nel penitenziario di San Quintino. Secondo fonti penitenziarie ufficiose, l'esecuzione ha avuto luogo con circa mezz'ora di ritardo rispetto al previsto, vale a dire mezzanotte e 35 minuti ora locale, le 9,35 di ieri in Italia. Trascorso in relativa tranquillità, secondo tutte le testimonianze, l'ultimo brandello della vita travagliata di «Tookie»: fino all'ultimo si è appellato ai propri sostenitori perché non reagissero con la violenza alla notizia secondo cui era ormai stato giustiziato; come parca cena finale ha consumato appena un bicchiere di latte, invece di ingozzarsi come spesso fanno i morituri, e quindi si è ritirato in cella, a guardare la televisione che, con un'insistenza inusitata per gli standard Usa, stava parlando anche di lui. Al macabro rituale hanno materialmente assistito in tutto 39 testimoni, tra cui diciassette giornalisti e cinque persone scelte direttamente dall'interessato, oltre ad alcuni congiunti delle quettro vittime. «È entrato nella stanza della morte senza opporre alcun tipo di resistenza, lo hanno legato alla brandina, lui non ha mostrato in alcun modo il tentativo di opporsi», ha raccontato uno dei cronisti presenti, Steve Lopez. «È finita, ma al contempo non lo è», è stato il laconico commento del reverendo di colore Jesse Jackson, che aveva potuto incontrare Williams per 25 minuti e insieme al quale aveva pregato per qualche istante. Il noto attivista per i diritti umani, in passato più volte in lizza per la nomination democratica alla Casa Bianca, aveva riferito di aver trovato l'interlocutore «colmo di pace interiore»; e anche fonti carcerarie avevano confermato che continuava ad apparire molto calmo, quasi sereno più che rassegnato. A detta di alcuni tra i presenti, nonostante l'atteggiamento remissivo del condannato le guardie carcerarie e gli infermieri hanno «lottato» per ben dodici minuti prima di riuscire a trovare la vena ove inserire l'ago attraverso il quale sarebbe passata la miscela di sostanze tossiche destinata a sopprimerlo; lo stesso Tookie dopo un po' è parso visibilmente esasperato, e tuttavia ha continuato a conversare di tanto in tanto con gli agenti, chiedendo loro a un certo punto: «Ma non riuscite ancora a trovarla?». Alla fine la vena è stata localizzata, e l'operazione è proseguita più speditamente. La sorte di Williams era apparsa segnata già nella serata di ieri, quando il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, aveva respinto la domanda di grazia; e la Corte Suprema degli Stati Uniti, per la seconda volta in 24 ore, aveva bocciato l'ennesimo ricorso teso a ottenere una sospensione dell'esecuzione. 14/12/2005 |